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Dalai Lama e Barack Obama: Nobel Pace a confronto. E Cina si "indigna"

Il Dalai Lama incontra Barack Obama e la Cina si "indigna". Obama sottolinea che gli USA non sostengono "l'indipendenza" del Tibet ma incoraggiano "il dialogo" con Pechino. Infine, un riferimento particolare alla lotta nonviolenta.

Il Dalai Lama era a Washington per una celebrazione buddista di qualche giorno, durante la quale ha festeggiato anche il suo 76esimo compleanno, e Barack Obama annuncia la volontà di incontrarlo, il 16 luglio, per parlare di "diritti umani in Tibet" e di un possibile dialogo tra Cina e il Dalai Lama. La reazione del governo di Pechino arriva poco dopo, con il portavoce del ministero degli Esteri, Ma Zhaoxu, che afferma che quella degli Stati Uniti è "una grossolana interferenza" negli "affari interni" della Cina, sottolineando che tale incontro "ferisce i sentimenti del popolo cinese e danneggia le relazioni sino-americane". Una reazione dura ma allo stesso tempo anche abbastanza scontata, tanto che l'agenda del Presidente statunitense non muta minimamente. I due Premi Nobel per la Pace si incontrano quindi nella Casa Bianca, anche se il Dalai Lama non sarà ricevuto nello Studio Ovale, stanza riservata ai capi di Stato o di governo, ma nella "Map Room", che è parte della residenza privata di Barack Obama. Il Presidente USA, però, in seguito diffonderà una fotografia ufficiale dove si vede il Dalai Lama intento a parlare con Obama davanti a due tazze di tè. In un comunicato diffuso in seguito, viene specificato che Barack Obama "rinnova il forte sostegno per la conservazione delle uniche tradizioni religiose, culturali e linguistiche del Tibet" ma si sottolinea anche che "il Tibet fa parte della Repubblica popolare cinese" e che gli Stati Uniti non ne sostengono"l'indipendenza" ma incoraggiano "il dialogo diretto per risolvere le differenze esistenti", evidenziando in conclusione che anche il Dalai Lama "non persegue l'indipendenza del Tibet e spera che il dialogo con il governo cinese possa riprendere presto" (come riporta La Stampa - http://is.gd/nbz3JQ). Delle dichiarazioni evidentemente rivolte al governo di Pechino, che però non sembrano essere servite per calmare le acque visto che il giorno dopo l'incontro tra il Dalai Lama e Barack Obama la Cina convoca per una "solenne protesta" l'incaricato di affari americano, Robert S. Wang, rimarcando il fatto di essere ancora "indignata" con gli USA. Interessante il fatto che il comunicato della Casa Bianca evidenzi inoltre come Barack Obama renda omaggio "all'impegno del Dalai Lama per la nonviolenza", sottolineando che la nonviolenza è tra quelle caratteristiche che ammira di più all'interno dei vari movimenti che lottano per la democrazia. Leggendo tali dichiarazioni, a qualcuno probabilmente sarà venuto in mente che anche gli Stati Uniti forse dovrebbero allora perseguire la stessa ideologia, soprattutto in questo momento che sono guidati da un Nobel della Pace come Obama, esportando finalmente la democrazia non più con bombe e guerre ma con una perseverante lotta nonviolenta.

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