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Longevità: a Perdasdefogu rubate 1.000 provette con DNA. Anche i dati dei donatori?

A metà luglio la banca dati di SharDna vende il patrimonio genetico di 14mila sardi alla londinese Tiziana Life Sciences. Il 10 agosto però viene denunciato il furto di 1.000 provette custodite nel Parco Genos a Perdasdefogu, anche se la sottrazione di questi campioni di DNA potrebbe essere avvenuta anche mesi prima.

Verso metà luglio la notizia che la banca dati di SharDna, fondata nel 2000 dall'ex governatore sardo Renato Soru e che per 11 anni ha raccolto dati anagrafici, clinici e genealogici dell'80% degli abitanti dell'Ogliastra, in Sardegna, aveva venduto questo patrimonio genetico alla Tiziana Life Sciences, società quotata alla borsa di Londra, per la cifra (ridicola) di 308.884 euro.

Chissà come l'avrà presa quindi la Tiziana Life Sciences nell'apprendere oggi che dai frigoriferi del Parco Genos a Perdasdefogu (a due passi dal poligono sperimentale interforze), che custodisce gran parte dei 230mila campioni di sangue prelevati dai sardi per scoprire il segreto della longevità, sono state rubate circa 1.000 provette.

Stando a quanto spiega il procuratore della Repubblica di Lanusei Biagio Mazzeo, che ha aperto un fascicolo d'indagine, "la denuncia della sottrazione di alcuni campioni del DNA è arrivata il 10 agosto". "Ma non sappiamo quando è avvenuto, si parla di un arco temporale che può essere anche di mesi" chiarisce Mazzeo all'Ansa, precisando: "Così come non è chiaro quante siano le provette sparite. Indaghiamo per individuare il responsabile della sottrazione ma anche per capire se ci siano responsabilità sulle misure di sicurezza. Si tratta di dati estremamente sensibili sottoposti alla legge sulla privacy".

Nonostante questo la Procura di Lanusei ha accertato che nel Parco Genos a Perdasdefogu "non c'erano telecamere, né un sistema di accesso collegato a misure di sicurezza. Inoltre la sottrazione delle provette è avvenuta senza che ci siano stati segni di effrazione". A denunciare il furto delle provette con il codice genetico dei sardi è stata l'unica dipendente dell'ente di ricerca, con contratto part time, che ha scoperto che alcuni cassetti dei banchi frigo erano stati svuotati.

Rimane inoltre da capire se ad essere stati trafugati sono anche quei dati, custoditi nel computer del Parco Genos, che possono mettere in correlazione le provette con i donatori. Come ricorda Tiscali Notizie, infatti, all'interno della biobanca è custodito "non solo DNA ma anche siero e una fitta documentazione sulla discendenza familiare dal 1700 a oggi, raccolta negli alberi genealogici e incrociando i dati di Curia e Comuni".

© riproduzione riservata | online: | update: 12/09/2016

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