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Eterna giovinezza: Elizabeth Parrish ringiovanita di 20 anni con l'allungamento dei telomeri

Vivere per sempre significa ringiovanire quando l'età avanza. Questa sembra la tecnica alla base dell'allungamento dei telomeri, pezzetti di DNA posti alla fine dei cromosomi che si accorciano con l'età. Per la prima volta su un essere umano i risultati sembrano più che incoraggianti: una donna, Elizabeth Parrish, è "biologicamente ringiovanita" di 20 anni grazie a due terapie geniche sui suoi telomeri.

Vivere per sempre su questa Terra è il desiderio della maggior parte degli esseri umani. Se una parte si "accontenta" di vivere solamente per l'eternità alla sequela di Gesù Cristo, c'è un nutrito numero di anime che cerca invece l'eternità per vie assolutamente terrene, e cioè per vie tecniche. Ad oggi la ricerca sull'eterna giovinezza (o quantomeno sull' "eterna esistenza") pone sostanzialmente quattro vie (tutte sperimentali, naturalmente) per diventare un po' più immortali: la via chirurgica, la via informatica, la via criogenica e la via "telomerica".

La via chirurgica consiste nel farsi trapiantare la testa su un altro essere umano giovane ed in forze (a cui ovviamente la testa è stata decapitata). E' quello che il chirurgo italiano Sergio Canavero si sta allenando a fare su un volontario (che esiste già, almeno per la testa da trapiantare) e che trova ancora purtroppo qualche problemino di accettazione etica.

La via informatica per diventare un highlander è certamente quella che molte aziende (tra cui Google) stanno studiando in fase avanzata. La Terasem Movement Foundation insieme a Mountain View sta ad esempio già progettando il back up del cervello per vivere, dopo la morte, dentro un paradiso fatto di "cloud" e non di semplici nuvole paradisiache.

La via criogenica, forse quella più claustrofobica, si percorre infilandosi ancora vivi in una gelida bara. Si sarà quindi ibernati grazie al freddo pungente per poter essere poi risvegliati, da surgelati, in un'epoca in cui la morte sarà sconfitta (magari grazie alle precedenti vie tecniche finalmente diventate realtà). A questo proposito c'è già chi ha usato nell'animazione sospesa la "soluzione salina al posto del sangue" e chi ha provato che il cervello crioconservato, una volta "scongelato" non risente di danni alle sinapsi e alle cellule.

Ma è la famosa terza via (in realtà, in questo articolo è la quarta), quella alla "Benjamin Button", che fa oggi sognare le vecchiette che, dopo vari "ritocchini", vedono ancora il collo sempre meno tonico. La via per l'eterna giovinezza si chiama "allungamento dei telomeri". Ma innanzitutto che cosa sono i telomeri? I telomeri sono la parte terminale del cromosoma composta da DNA "altamente ripetuto".

In altre parole, semplificando la massimo, i telomeri sono delle specie di cuffiette di protezione, poste all'estremità dei cromosomi che, con l'andare del tempo, si "accorciano" mettendo più a rischio, spiegano gli scienziati, la corretta replicazione del DNA. In soldoni quanto più si invecchia, più i telomeri si accorciano, e di conseguenza più ci si ammala e, alla fine, Google permettendo, si passa al creatore.

Ma come si fa a capire se i propri telomeri sono più corti del normale? E cioè se il processo di invecchiamento è più spedito della media? Un po' di anni fa girava la moda del "death test" (il test della morte) non tramite le volgari app (magari sull'iWatch) ma tramite un test sui telomeri che la società "Life Lenght" (Lunghezza di Vita) prometteva in rapida uscita. Gli scienziati infatti hanno deciso che la giovinezza biologica di un essere umano è data dalla lunghezza dei telomeri dei globuli bianchi (linfociti T), paragonato alla media di lunghezza telomerica rispetto alla popolazione americana della stessa fascia d'età.

Sino a qualche tempo fa gli esperimenti per allungare i telomeri erano stati fatti sugli animali da laboratorio e mai sugli esseri umani. Famoso è stato nel 2015 l'esperimento condotto alla Stanford University che dimostrava come grazie alla terapia genica (grazie ad un vettore RNA messaggero che codifica l'enzima TERT) si possa effettivamente allungare i telomeri dei cromosomi di una decina d'anni.

Ma solo pochi mesi dopo che la Stanford University pubblicava il suo storico "Transient delivery of modified mRNA encoding TERT rapidly extends telomeres in human cells" ecco che una donna accettava di sperimentare l'allungamento dei telomeri sui propri linfociti T. Elizabeth Parrish, 44 anni, CEO dell'azienda di biotecnologie Bioviva9 (Delaware, USA), come ai vecchi tempi (nella scienza e nei romanzi di Robert Louis Stevenson) ha accettato di farsi iniettare due terapie geniche sperimentali sviluppate proprio dai laboratori di ricerca che dirige.

L'obbiettivo è ovviamente il ringiovanimento. Le due terapie geniche erano una per "proteggere contro la perdita di massa muscolare" e l'altra "per combattere la deplezione delle cellule responsabili di varie malattie e disabilità senile", fa sapere Bioviva. Nel settembre scorso i telomeri presi dai globuli bianchi di Elizabeth Parrish sono stati accuratamente misurati e parevano, secondo gli esperti della SpectraCell a Houston, Texas "insolitamente corti per la sua età, lasciandola vulnerabile alle malattie associate all'età" che potevano "presentarsi in anticipo".

Motivo in più, potrebbe pensare qualcuni, per bere la pozione alla Henry Jekyll. Ecco che a marzo 2016 l'amministratore delegato di Bioviva si fa rimisurare i telomeri del linfociti T scoprendo che, incredibilmente, è ringiovanita biologicamente di 20 anni. Gli esperti di SpectraCell hanno certificato che i telomeri della donna sono passati "da 6.71kb to 7.33kb" allungandosi di circa vent'anni. I dati, sottolinea l'azienda biotecnologica, sono stati controllati dagli esperti indipendenti (e no profit) della HEALES (HEalthy Life Extension Company) in Belgio e della Biogerontology Research Foundation in Gran Bretagna.


Elizabeth Parrish è ora naturalmente raggiante dichiarando al mondo: "Le terapie esistenti (sul ringiovanimento biologico, ndr) offrono solo vantaggi marginali per le persone che soffrono di malattie dell'invecchiamento. Inoltre, modificare lo stile di vita ha un impatto limitato per il trattamento di queste malattie. I progressi nel campo delle biotecnologie sono la soluzione migliore, e se questi risultati (cioè il suo allungamento dei telomeri, ndr) sono corretti, abbiamo fatto la storia". Ma c'è ovviamente chi pensa che nella cantina di Bioviva ci sia un ritratto di Elizabeth Parrish che invecchia al suo posto.

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