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Domenico Maurantonio: la verità nel DNA delle feci trovate nel corridoio?

Stando alle prime indiscrezioni sui risultati dell'autopsia, Domenico Maurantonio aveva un tasso alcolemico superiore al limite consentito per mettersi alla guida di un veicolo ma inferiore a un grammo per litro di sangue. Inoltre, non aveva assunto lassativi. E forse proprio grazie al DNA estratto dalle feci recuperate nei pressi della finistra del quinto piano dell'albergo da dove è precipitato che si potrà scoprire la verità sulla morte di Domenico Maurantonio.

Stando alle prime indiscrezioni sui risultati dell'autopsia, Domenico Maurantonio, lo studente padovano 19enne precipitato dal quinto piano dell'hotel Leonardo da Vinci di Milano, aveva un tasso alcolemico superiore al limite consentito per mettersi alla guida di un veicolo ma inferiore a un grammo per litro di sangue. In sostanza, Domenico Maurantonio avrebbe bevuto la sera in cui è morto qualcosa come quattro birre, ma dall'analisi non sarebbero possibile comprendere se lo studente avesse "mischiato" più alcolici. Anche se la quantità di alcol nel sangue non era altissima, infatti, non è possibile stabilire se l'assunzione di più bevande alcoliche con superalcolici possa aver "ubriacato" Domenico Maurantonio, soprattutto se magari assunte a stomaco vuoto. Inoltre, un mix di diverse bevande alcoliche potrebbe aver fatto male allo studente, che quindi si sarebbe alzato per andare al bagno. Sembra infatti che l'autopsia non abbia rivelato trcce di lassativi, mentre sono ancora in corso le analisi per comprendere se il ragazzo avesse assunto altri farmaci o droghe.

Sulla morte del 19enne rimangono comunque ancora diversi punti interrogativi. Gli inquirenti hanno assicurato che il messaggio WhatsApp che sembra poter rivelare la dinamica che ha portato alla morte di Domenico Maurantonio sarebbe "inattendibile" al pari di un "un pettegolezzo diventato virale". Gli agenti della Squadra mobile hanno infatti già sentito l'autore della conversazione, intercettata su Facebook già da 8-9 giorni. Il dirigente della squadra mobile di Milano, Alessandro Giuliano, spiega che l'autore del messaggio "frequenta stabilmente l'albergo" ma che "non è un testimone diretto dell'accaduto, né ha saputo indicare un testimone diretto". Questa persona avrebbe quindi "raccolto un pettegolezzo e lo ha diffuso sui social network e su WhatsApp". Rimane ancora da chiarire dove Domenico Maurantonio si sia procurato il livido trovato dal medico legale quando ha esaminato la mattina dell'11 maggio il corpo senza vita del ragazzo. Il dirigente della squadra mobile di Milano ha precisato che finora dai telefoni dei compagni di scuola del 19enne "non è emersa alcuna foto che permetta di stabilire se il segno trovato sul braccio del ragazzo fosse presente già prima della gita". Intanto, la scientifica sta analizzando le feci recuperate nel corridoio del quinto piano dell'albergo e nei pressi della finestra da dove è precipitato Domenico Maurantonio per isolare il DNA e comprendere se appartengono al ragazzo oppure ad altre persone.

Rimane infine il mistero delle mutande e dei pantaloncini trovati accanto al cadavere di Domenico Maurantonio. Tali indumenti intimi, infatti, non erano indosso al ragazzo quando è precipitato, probabilmente tra le ore 5:30 e le 7:00 del mattino, poiché vestiva solo una maglietta. E' possibile che Domenico Maurantonio sia precipitato dalla finestra, che sembra avere comunque un ampio davanzale, tenendo stretti in mano slip e pantaloncini fino al momento in cui non ha toccato terra? Se li avesse lasciati durante la caduta dal quinto piano, infatti, probabilmente tali indumenti sarebbero volati più distanti dal corpo, anche se qui in particolare gioca il fattore vento. Quando sono stati trovati, tra le ipotesi avanzate anche quella che qualcuno avesse gettato slip e pantaloncini giù dalla finestra (prima o dopo?) da cui Domenico è precipitato.

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