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Cuba: governo Raul Castro restituisce a Chiesa 2 edifici e un terreno

Con una "decisione nazionale, non locale", il governo di Cuba presieduto da Raul Castro restituisce alla Chiesa cattolica due edifici ed un terreno. Perché Cuba, come sottolineato da Papa Benedetto XVI nel corso del suo viaggio, sta già guardando "al domani".

Nel corso del suo recente viaggio nel a Cuba, Papa Benedetto XVI si diceva convinto che l'isola caraibica stava già guardando "al domani" e "per questo si sforza di rinnovare e ampliare i suoi orizzonti". Prima dell'incontro con Fidel Castro, Papa Benedetto XVI da Plaza de la Revolución ammetteva "con gioia che sono stati fatti passi in Cuba affinché la Chiesa compia la sua ineludibile missione di annunciare pubblicamente ed apertamente la sua fede" aggiungendo però come fosse "necessario proseguire" e per questo incoraggiava "le autorità governative della Nazione a rafforzare quanto già raggiunto ed a proseguire in questo cammino di genuino servizio al bene comune di tutta la società cubana". "Cuba ed il mondo hanno bisogno di cambiamenti ma questi ci saranno solo se ognuno è nella condizione di interrogarsi sulla verità e si decide a intraprendere il cammino dell'amore, seminando riconciliazione e fraternità" concludeva Papa Benedetto XVI. E qualche cambiamento a Cuba comincia timidamente a vedersi, visto che "le autorità della provincia di Granma, nel sud-est di Cuba, hanno riconsegnato alla Chiesa cattolica due edifici e un terreno, nell'ambito della politica del presidente Raul Castro, che intende restituire alla Chiesa i beni nazionalizzati dal regime rivoluzionario nel 1961" come rende noto l'Agenzia Fides. Alla Chiesa cattolica furono tolti 339 scuole e le università Villanueva e La Salle, a L'Avana, oltre alla sua principale fonte di sostentamento. Sua Ecc. Mons. Alvaro Julio Beyra Luarca, Vescovo della diocesi del Santisimo Salvador de Bayamo y Manzanillo, a Granma, sottolinea che questo gesto viene letto dalla Chiesa cattolica come "totalmente positivo" anche perché sembra trattarsi "di una decisione nazionale, non locale". Nel terreno riconsegnato verrà edificato un luogo di culto per le popolazioni di Cauto Embarcadero e Rio Cauto, dove "oggi non c'è nessuna assistenza religiosa o è molto scarsa, proprio a causa della mancanza di infrastrutture" come riferisce Mons. Beyra alla Fides.

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