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Russia: Ucraina tenta atti di eversione in Crimea. Kiev ordina "allerta massima"

Sale ancora la tensione tra Russia e Ucraina. Mosca afferma di aver sventato un attentato terroristico in Crimea organizzato da Kiev. Petro Poroshenko respinge ogni accusa e ordina "l'allerta massima".

Nel corso del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite la delegazione degli Stati Uniti ancora una volta ha tentato di presentare un "quadro completamente unilaterale degli eventi in Ucraina" denuncia Vitaly Churkin, rappresentante russo all'ONU. Sale infatti ancora una volta la tensione tra Ucraina e Russia, dopo che Mosca ha arrestato mercoledì 10 agosto due potenziali terroristi al confine la Crimea.

Il Russia's Federal Security Service (FSB) ha infatti dichiarato di aver sventato un complotto terroristico pianificato dai servizi segreti ucraini e di aver scoperto vari ordigni esplosivi e munizioni, tutti in uso dalle forze speciali di Kiev. Tra gli arrestati Evgeny Panov, che nel corso dell'interrogatorio avrebbe sostenuto, come riportano i media russi, di essere stato "invitato a Kiev per formare un gruppo che avrebbe dovuto compiere atti di eversione in Crimea". Il detenuto afferma che "il gruppo era composto da agenti attivi dal servizio di intelligence militare dell'Ucraina" e che "l'operazione è stata preparata dal Ministero della Difesa ucraina".

Al centro del piano il far saltare in aria le basi militari russe in Crimea e tra i potenziali bersagli del gruppo terroristico c'era un traghetto, il porto di Feodosia ubicata sulla costa del Mar Nero e una fabbrica chimica presente nella città di Armjans'k. L'Ucraina ha respito ogni accusa e il presidente ucraino Petro Poroshenko ha disposto "l'allerta massima" affinché tutte le unità militari nelle vicinanze della Crimea e presenti nella regione orientale ucraina del Donbass siano pronte per un combattimento.

Kiev ha poi chiesto la riunione del Consiglio di sicurezza dell'ONU, durante il quale gli Stati Uniti hanno sostenuto che non vi è alcuna prova che confermi le accuse russe. Invece "molti membri del Consiglio di Sicurezza hanno chiesto la piena attuazione degli accordi di Minsk" dichiara il rappresentante russo all'ONU, assicurando che questa è anche la posizione di Mosca mentre le autorità ucraine "non hanno alcuna volontà politica di attuarli".

Vitaly Churkin avverte quindi che "c'è il caos a Kiev" e che "non sanno cosa fare con Donetsk", ribadendo che ciò che è avvenuto al confine con la Crimea "è un chiaro atto di sabotaggio e terrorismo". Anche per questo, Mosca annuncia che la marina russa terrà esercitazioni nel Mar Nero per respingere eventuali attacchi da parte dei sabotatori. Il FSB teme infatti che l'Ucraina voglia "destabilizzare la situazione sociopolitica durante le elezioni federali e regionali" convocate per il prossimo 18 settembre.

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