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Senato: passa semi presidenzialismo. PD: solo propaganda Pdl e Lega

In Senato passa un pacchetto di emendamenti sul semi presidenzialismo, con l'elezione diretta del Presidente della Repubblica. Il PD sottolinea però che è solo "propaganda" di Pdl e Lega perché "questa riforma costituzionale non mai vedrà mai la luce".

Mentre Moody's spiega alla Germania che le prospettive sul suo rating sono negative anche per "il continuo deterioramento del contesto macroeconomico e di finanziamento di Spagna e Italia", e lo spread tra Btp e Bund decennali sale oggi a 533 punti base mentre il rendimento supera la soglia del 6,5% (tornando quindi ai livelli del governo Berlusconi), il Parlamento, o una parte di esso, sembra voler giocare con la Costituzione e la riforma elettorale. Anche se non è ancora chiaro quanto. Al Senato, infatti, si è votato un pacchetto di emendamenti che va a modificare, profondamente, l'articolo 87 della Costituzione italiana, sancendo di fatto il semi presidenzialimo. In altre parole, il Senato ha approvato l'elezione diretta del Presidente della Repubblica, che presiederà il Consiglio dei ministri "salvo delega al primo ministro" ma non più il Consiglio superiore della magistratura, che passerà in mano al primo presidente della Corte di Cassazione. Secondo tali emendamenti, il Capo dello Stato sarà "eletto a suffragio universale e diretto" e rimarrà in carica per "5 anni", con la possibilità di essere rieletto una sola volta.
"Ora tocca alla Camera. Speriamo che il PD non faccia perdere questa occasione all'Italia perché l'anno prossimo di questi tempi potremmo avere un presidente eletto dal popolo. Si tratta di una grande chance per il Paese, un fatto storico" afferma Angelino Alfano, soddisfatto per la votazione, che ha visto di nuovo uniti Pdl e Lega Nord, anche se in realtà gli emendamenti sono passati perché PD e IdV hanno abbandonato l'Aula per protesta. Udc e Api hanno votato contro mentre Fli si è astenuta.
Soddisfatto anche Maurizio Gasparri, che sottolinea come questa prima vittoria sul presidenzialismo non sia solo "frutto di propaganda" o una "bandiera da sventolare", come invece lasciano intendere dalle opposizioni, con Pier Luigi Bersani che precisa: "Un diversivo senza costrutto, spero solo che in questo gesto irresponsabile, inutile e del tutto inconcludente non si facciano deroghe a quello che dobbiamo fare subito, la riforma elettorale". Non basta, infatti, il prossimo voto alla Camera per modificare la Costituzione, perché per ogni cambiamento della Carta serve il doppio passaggio in entrambe le Camere, e se comunque la legge non ottiene i due terzi dei consensi potrà essere sottoposta a referendum confermativo.
Pdl e Lega non avrebbero i voti sufficienti per mutare la Costituzione e far passare il presidenzialismo, anche perché all'interno dello stesso Popolo della libertà sono già nati al riguardo dei malumori, con Giuseppe Pisanu e Giuseppe Saro che si sono astenuti ad hanno criticato apertamente il voto. "Questa riforma costituzionale non mai vedrà mai la luce - aggiunge anche Anna Finocchiaro del PD - E' sempre più intollerabile che l'Aula e i colleghi siano impegnati in una discussione che non ha sorte solo perché Pdl e Lega devono cavarsi lo sfizio di avere una ragione in più per tappezzare l'Italia di manifesti sul semipresidenzialismo. E' inconcepibile e oltraggioso nei confronti degli italiani e che non giova allo sforzo che insieme stiamo facendo su un'altra barricata per ridare slancio all'Italia e ridarle forza".

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