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Monti, Napolitano, Draghi: denunce si moltiplicano. Barnard segue Musu

Paolo Barnard denuncia dopo l'avvocato Paola Musu Giorgio Napolitano, Mario Monti (ma anche Mario Draghi) per "attentato contro la Costituzione", e non solo. E invita chiunque la pensasse allo stesso modo a fare altrettanto per scrivere un "altro capitolo decisivo nella lotta contro il mostro Neoliberista, Neoclassico e Neomercantile che ci sta distruggendo".

L'azione dell'avvocato Paola Musu del Foro di Cagliari, che ha denunciato (http://is.gd/6CpZN1) Giorgio Napolitano, Mario Monti, tutti i ministri e i membri del Parlamento per il fatto che, dal Trattato di Maastricht fino ad arrivare al Fiscal Compact del 2 marzo 2012, "hanno consegnato la sovranità del popolo italiano in materia di politica monetaria, economica e fiscale (...) e, con essa, la sostanza essenziale ed intangibile della sovranità popolare, nelle mani di organismi esterni alla Repubblica (BCE, SEBC, Commissione), di struttura e composizione prettamente oligarchica e privi di alcun fondamento democratico e, tanto meno, repubblicano e senza che il popolo vi abbia mai manifestato espresso e formale consenso", ha trovato un concreto sostegno nel giornalista Paolo Barnard, co-fondatore di Report, autore del saggio "Il più grande crimine" (http://is.gd/FHgoF8) nonché organizzatore del primo summit al mondo per insegnare le basi della Scuola Economica della Modern Money Theory (MMT) (http://is.gd/MaO7gq).
Paolo Barnard rende noto infatti, in un post pubblicato sul suo sito (http://is.gd/j4h3si) di aver "denunciato il Golpe Finanziario e i suoi golpisti italiani", spiegando: "Da oltre dieci anni io denuncio il Vero Potere e i suoi crimini. Da due anni scrivo e dimostro che siamo ora vittime di un vero Golpe Finanziario criminale e che alcuni politici italiani ne sono corresponsabili. Partii accusando di golpismo i governi tecnici degli anni '90, poi Prodi e D'Alema, e infine Napolitano e Monti oggi. L'avvocato cagliaritano Paola Musu ha avuto il pregio di raccogliere il mio lavoro e di fornirgli il supporto nell'ordinamento penale italiano che gli mancava".
Il giornalista precisa quindi di aver preso il testo dell'esposto di Paola Musu (http://is.gd/WVdmGY) e di averlo "integrato delle parti mancanti" che sono lo specifico del suo lavoro.
Partendo sempre dall'articolo 1 della Costituzione, Paolo Barnard specifica nell'incipit della sua denuncia che "La sovranità del popolo si esercita nella delega che esso dà allo Stato. Lo Stato esercita, per conto del popolo, le sovranità essenziali al funzionamento della democrazia, fra cui rivestono primaria importanza le sovranità di politica monetaria, economica, fiscale e sociale, gestite all'interno dell'istituzione Stato dal Governo eletto dal popolo. Svuotare lo Stato, quindi il popolo e il Governo, di tali sovranità, significa, e comporta, privarlo della sovranità stessa, in quanto lo si priva della facoltà e del potere di determinare il destino della nazione, compromettendone l'esistenza nella prosperità, nella pace e nella coesione sociale, esponendola a devastanti derive anti democratiche, e a impoverimento e sfruttamento criminoso da parte di forze speculative esterne ed interne. L'Italia è stata vittima di un completo svuotamento delle sue sovranità fondamentali, attuato anche da figure istituzionali italiane ai massimi livelli nel senso di un vero tradimento della Patria, e di natura criminosa non solo per gli effetti di spoliazione dei meccanismi di democrazia e di vessazione nelle vite di milioni di famiglie, ma anche perché in violazione della lettera e dello spirito della nostra Costituzione. Tutto ciò ha comportato la marginalizzazione del popolo italiano sovrano, l'esautorazione di Governo e Parlamento, e le conseguenze sono di entità drammatica in ogni ambito della convivenza democratica, dell'economia, della coesione sociale, a esclusivo favore e per conto di elite di speculatori nazionali e internazionali. Tutto questo compone l'oggetto della mia denuncia di Colpo di Stato Finanziario in Italia".
In seguito, viene precisato che le "limitazioni di sovranità" di cui parla l'articolo 11 della Costituzione (quello in cui si stabilisce che l'Italia ripudia la guerra) "non hanno nulla a che vedere con lo svuotamento della sovranità del Governo e del Parlamento e con il sovvertimento dell'ordinamento repubblicano-democratico quale sancito dall'art. 1 della Costituzione".
Paolo Barnard continua specificando quindi che "A partire dal Trattato di Maastricht e poi, a seguire, con l'ingresso dell'Italia nell'Eurozona, e con la conseguente trasformazione della funzione di emissione di moneta sovrana (la Lira) da parte del nostro Stato nel sistema facente capo alla Banca Centrale Europea e al Sistema Europeo delle Banche Centrali (l'Euro), per culminare in maniera più incisiva e determinata col Trattato di Lisbona (2007) e passando infine per il più recente Fiscal Compact del 2 marzo 2012, al nostro Paese, inteso come popolo sovrano, è stato imposto di consegnare le sue primarie sovranità nelle mani di organismi esterni alla Repubblica Italiana e NON ELETTI dagli italiani, (BCE, SEBC, Commissione Europea, Fondo Monetario Internazionale e Mercati dei Capitali privati), e ciò ha comportato danni immensi alla democrazia e ai nostri diritti. Tali organismi esterni sono di comprovata struttura e composizione prettamente oligarchica e privi di alcun fondamento democratico, sono controllati da speculatori finanziari privati per cui conto agiscono nel senso della spoliazione del bene comune dei popoli europei - sottolineando - Tutto ciò è avvenuto senza che i popoli europei, né quello italiano di cui qui mi occupo, vi abbiano mai manifestato il loro espresso e formale consenso".
Nella denuncia viene quindi chiarito che "In particolare, a partire dagli eventi del 12-16 novembre 2011, per culminare con la firma del Treaty on Stability, Coordination and Governance in the Economic and Monetary Union del 2 marzo 2012, il Presidente della Repubblica, il Governo in carica, i membri del Parlamento – ciascuno di questi organi nelle persone medio tempore in carica – hanno permesso ed attuato, allo scopo manifesto di facilitare i programmi oligarchici delle elite finanziarie di cui sopra, un ulteriore chiaro sovvertimento dell'ordine democratico e repubblicano nel momento in cui fu destituito un Governo legittimamente eletto dagli italiani nella data del 12 novembre 2011, avvenuta tale destituzione in modo del tutto anomalo e totalmente al di fuori dai principi e dalle norme previste nel nostro ordinamento, nonché in aperta violazione della Costituzione italiana - aggiungendo - Il Governo deposto è stato in seguito illegittimamente sostituito con un 'soggetto' che rappresenta, già solo nella persona del Presidente del Consiglio Mario Monti, una chiara espressione della già citata oligarchia".
Paolo Barnard elenca quindi in 8 punti (http://is.gd/j4h3si) come e attraverso chi sarebbe stato compiuto lo svuotamento della sovranità popolare, citando in particolar modo Mario Draghi perché "espressione di un inammissibile conflitto d'interessi essendo contemporaneamente membro del Group of 30, gruppo espressione delle oligarchie bancarie speculative internazionali che proprio la BCE dovrebbe controllare e regolamentare". Mario Draghi, come Mario Monti, ricorda inoltre ancora Barnard "sono o sono stati membri di gruppi di potere oligarchico di comprovata tendenza anti democratica Neoliberista, Neoclassica e Neomercantile come la Trilateral Commission, il gruppo Bilderberg l'Aspen Institute, il Group of 30".
Nel particolare, al punto 2, Paolo Barnad specifica ai fini della denuncia che "l'intera struttura monetaria dell'Eurozona (leggi Euro), prodotto dei succitati passaggi e del pensiero delle oligarchie speculative europee lungo un periodo di 75 anni almeno, ha consegnato l'Italia nelle mani del ricatto devastante dei Mercati dei Capitali finanziari, che oggi sono l'unica fonte di approvvigionamento di moneta (Euro) per lo Stato italiano al posto della sua legittima sovranità di emettere moneta (Lira). Ciò comporta la totale resa dello Stato ai voleri di codesti Mercati, che possono ricattare lo Stato con la privazione arbitraria dei finanziamenti essenziali alla Funzione Pubblica italiana attraverso l'arma dell'innalzamento oltre ogni sostenibilità dei tassi d'interesse sui Titoli emessi dal nostro Tesoro, e con l'innalzamento oltre ogni sostenibilità dello Spread – azioni che hanno il potere di sospingere l'Italia a un 'default disordinato' dalle catastrofiche conseguenze sociali ed economiche. Risulta evidente come questo rappresenti in sé un'arma di minaccia e di controllo nelle mani dei Mercati dei Capitali finanziari NON ELETTI dagli italiani impossibile da contrastare, quindi in grado di paralizzare ogni esercizio della sovranità parlamentare e governativa italiana, per cui ne deriva il totale azzeramento delle sovrane facoltà di Governo e di LIBERO esercizio della funzione legislativa del Parlamento italiano. Infine, già questo si delinea come un vero Colpo di Stato Finanziario ai danni dell'Italia e del suo popolo, scientemente appoggiato da un'intera classe politica italiana, fra cui Mario Monti in primis".
Anche per questo, il giornalista rammenta nell'esposto che "nei giorni dal 12 al 16 novembre 2011 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha di fatto acconsentito che per mezzo del sopraccitato e criminoso ricatto monetario di cui al punto 2) un Governo legittimamente eletto dagli italiani fosse deposto, che il Parlamento italiano fosse messo nelle condizioni di abdicare in toto alla propria sovranità e di acconsentire sotto minaccia da parte dei Mercati dei Capitali all'insediamento a Palazzo Chigi di un Presidente del Consiglio illegittimo ed espressione del volere oligarchico dei Mercati, portatore quindi in Italia di politiche economiche distruttive e criminose (...); così facendo il Presidente della Repubblica abdicava totalmente alle sue funzioni di estremo difensore dell'ordine costituzionale e democratico italiano".
Il ruolo svolto "dietro le quinte" da Napolitano quale artefice del "rapido passaggio dal governo cinematografico di Berlusconi a quello tecnocratico di Mario Monti" è stato d'altronde evidenziato anche i primi di dicembre scorso dal New York Times (http://is.gd/JBhRB9) quando ha deciso di dedicare la sua rubrica "il profilo del sabato" proprio a colui che ha ribattezzato, probabilmente non a caso, come "Re Giorgio".
Paolo Barnard chiarisce non solo che fornirà "a sostegno di tutto quanto qui denunciato, nelle sedi opportune, ampia letteratura scientifica, accademica e investigativa" ma invita anche chiunque si trovasse d'accordo con quanto sostenuto dall'avvocato Paola Musu e da lui stesso a presentare all'autorità giudiziaria la stessa denuncia, anche presentando il medesimo esposto riportato sul sito del giornalista.
Barnard invita prima di chiunque altro i 2.000 del summit sulla MMT di Rimini a presentare la denuncia contro Giorgio Napolitano, Mario Monti (ma anche Mario Draghi), per poter scrivere non solo un "altro capitolo decisivo nella lotta contro il mostro Neoliberista, Neoclassico e Neomercantile che ci sta distruggendo" ma anche per "arrivare a una soglia critica che il Vero Potere non possa ignorare".
Paolo Barnard sa infatti che se venissero presentati migliaia di esposti che denunciano tutti uno stesso fatto, la magistratura avrà più difficoltà nel chiudere la questione senza aver prima indagato su un fatto che è stato, appunto, ravvisato da molti cittadini.

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