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E se prima eravamo in 25 a denunciare Napolitano, adesso siamo in 30

Dopo l'avvocato Paola Musu e il giornalista Paolo Barnard, altre decine persone hanno denunciato Giorgio Napolitano, Mario Monti, Mario Draghi (tra gli altri) per "attentato contro la Costituzione dello Stato". L'alligalli sembra essere partito.

Aggiornamento sugli esposti presentati:
- E se prima eravamo in 2 a denunciare Napolitano, adesso siamo in 25 (17 aprile 2012)
- E se prima eravamo in 25 a denunciare Napolitano, adesso siamo in 30 (18 aprile 2012)
- E se prima eravamo in 30 a denunciare Napolitano, adesso siamo in 36 (19 aprile 2012)
- E se prima eravamo in 36 a denunciare Napolitano, adesso siamo in 42 (20 aprile 2012)
- E se prima eravamo in 42 a denunciare Napolitano, adesso siamo in 49 (22 aprile 2012)
- E se prima eravamo in 49 a denunciare Napolitano, adesso siamo in 54 (23 aprile 2012)
- E se prima eravamo in 54 a denunciare Napolitano, adesso siamo in 70 (26 aprile 2012)
- E se prima eravamo in 70 a denunciare Napolitano, adesso siamo in 83 (28 aprile 2012)
- E se prima eravamo in 83 a denunciare Napolitano, adesso siamo in 89 (29 aprile 2012)
- E se prima eravamo in 89 a denunciare Napolitano, adesso siamo in 106 (01 maggio 2012)
- E se prima eravamo in 106 a denunciare Napolitano, adesso siamo in 122 (02 maggio 2012)
- E se prima eravamo in 122 a denunciare Napolitano, adesso siamo in 147 (06 maggio 2012)

Sono già 25, in tutto, ad aver denunciato per "attentato contro la Costituzione dello Stato" (e non solo) Giorgio Napolitano, Mario Monti, Mario Draghi e tutti i membri del governo e del Parlamento che dal Trattato di Maastricht fino ad arrivare al Fiscal Compact del 2 marzo 2012 "hanno consegnato la sovranità del popolo italiano in materia di politica monetaria, economica e fiscale (...) e, con essa, la sostanza essenziale ed intangibile della sovranità popolare, nelle mani di organismi esterni alla Repubblica (BCE, SEBC, Commissione), di struttura e composizione prettamente oligarchica e privi di alcun fondamento democratico e, tanto meno, repubblicano e senza che il popolo vi abbia mai manifestato espresso e formale consenso".

La prima a presentare un esposto contro i vertici della politica italiana è stata l'avvocato del Foro di Cagliari Paola Musu, a cui è seguito, a distanza di pochi giorni, quello del giornalista Paolo Barnard, "integrato delle parti mancanti", perché, come scrive sul suo sito: "Da oltre dieci anni io denuncio il Vero Potere e i suoi crimini. Da due anni scrivo e dimostro che siamo ora vittime di un vero Golpe Finanziario criminale e che alcuni politici italiani ne sono corresponsabili. Partii accusando di golpismo i governi tecnici degli anni '90, poi Prodi e D'Alema, e infine Napolitano e Monti oggi. L'avvocato cagliaritano Paola Musu ha avuto il pregio di raccogliere il mio lavoro e di fornirgli il supporto nell'ordinamento penale italiano che gli mancava".

Oggi è lo stesso Paolo Barnard ha rendere noto come a questi 2 primi esposti sono seguite altre 23 denunce, presumibilmente presentate da chi ha partecipato nel febbraio scorso al summit sulla MMT (Modern Money Theory) di Rimini.

Sono "2157 ancora assenti", fa notare infine Paolo Barnard, riferendosi a quegli MMTisti che finora non hanno ancora presentato alcuna denuncia, e che se sommate raggiungeranno la soglia critica delle migliaia verranno presentate, sempre dal giornalista autore de "Il più grande crimine" (http://is.gd/FHgoF8), davanti alla Corte Costituzionale, in concomitanza ad un ipotetico Summit MMT a Roma che si sta cercando di organizzare.

"Non farlo è colpevole, voi sarete colpevoli - scrive infatti Paolo Barnard sul suo sito rivolgendosi alle circa 2000 persone che hanno partecipato al summt di Rimini per apprendere la basi della MMT - perché voi sapete cosa sta accadendo, la gente no, ignora, come è della gente ignorare sempre tutto. Siete più colpevoli degli osceni sindacati e della sinistra delle parrocchie, perché loro sono guano per definizione, voi no, e dovreste essere all'altezza di non esserlo", concludendo: "Finire la vita di genitori, di nonni, sentendosi piccoli, vili, colpevoli di non aver saputo e voluto salvare quei vostri figli avvelenati per sempre. Che bella fine, eh? Nessuno di voi avrà, quel giorno, la forza d'inginocchiarsi davanti a loro e piangere le seguenti parole 'Non ebbi il coraggio...Non ci credevo'. Rimarrete davanti alla Tv".

Il quotidiano "Messaggero Veneto" rende noto invece che la denuncia sporta da Paola Musu è sbarcata anche ad Udine, e che "a sottoporla all'attenzione dell'Ordine forense di Udine è stato l'avvocato Francesco Dall'Asta, che ne ha trasmesso il testo all'indirizzo dei colleghi. L'intenzione è quella di aprire una discussione attorno ai temi sollevati dalla Musu".
L'alligalli, insomma, sembra essere partito.

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