Il Consiglio dei Ministri ha dato il via all'esame del DDL sulla libertà d'impresa che consiste in una bozza di legge che andrebbe a riformare la Costituzione agli articoli 41 e 118.
Venerdì 18 giugno il Consiglio dei Ministri ha dato il via all'esame del DDL sulla libertà d'impresa che consiste in una bozza di legge che andrebbe a riformare la Costituzione, integrando con 4 commi gli articoli 41 e 118.
L'articolo 41 della Costituzione verrà integrato con il seguente comma: "La Repubblica promuove il valore della responsabilità personale in materia di attività economica non finanziaria. Gli interventi regolatori dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali che riguardano le attività economiche e sociali si informano al controllo ex post".
Mentre all'articolo 118 verrà aggiunto, stando a questa prima bozza, "Stato, Regioni ed Enti locali riconoscono l'Istituto della segnalazione di inizio attività e quello della auto certificazione, lo estendono necessariamente a tutte le ipotesi in cui è ragionevolmente applicabile, con esclusione degli ambiti normativi ove le leggi prevedono fattispecie di delitto o che derivano direttamente dalla attuazione delle normative comunitarie o internazionali".
Quindi, oltre il principio di responsabilità personale il governo ha intenzione di introdurre il principio dell'autocertificazione per le nuove aziende, che rientrerebbe fra le competenze amministrative e legislative delle Regioni previste all'articolo 118 dell Costituzione.
Nell'idea del governo ci sarebbe quindi quella di avere meno restrizioni riguardo il diritto di iniziativa economica, affidando a controlli "ex post" e autocertificazioni la segnalazione di inizio attività.
Nella relazione che accompagna il DDL cosituzionale c'è scritto che l'Italia dovrebbe superare le "troppe regole" e "scaricare una parte della zavorra" se l'impresa vuole salire.
Dopo l'avvocato Paola Musu e il giornalista Paolo Barnard, altre decine persone hanno denunciato Giorgio Napolitano, Mario Monti, Mario Draghi (tra gli altri) per "attentato contro la Costituzione dello Stato". L'alligalli sembra essere partito.
Il pareggio di bilancio entra in Costituzione, modificando l'articolo 81, 97, 117 e 119 della Carta, nel silenzio totale dei media mainstream e senza alcun dibattito politico, sollevato ormai a cose fatte da Luigi de Magistris.
Il Popolo della libertà presenta alla Camera un proposta di legge costituzionale che mira a modificare, sostanzialmente, l'articolo 1 della Costituzione perché, spiega, ora il Parlamento sarebbe "tenuto sotto scacco da magistratura e Consulta".
Paolo Barnard denuncia dopo l'avvocato Paola Musu Giorgio Napolitano, Mario Monti (ma anche Mario Draghi) per "attentato contro la Costituzione", e non solo. E invita chiunque la pensasse allo stesso modo a fare altrettanto per scrivere un "altro capitolo decisivo nella lotta contro il mostro Neoliberista, Neoclassico e Neomercantile che ci sta distruggendo".