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Rossi a Renzi: a chi si inchina il governo? Smaltimento Concordia a Piombino

Il governatore della Toscana, Enrico Rossi, insiste sul fatto che lo smaltimento della Costa Concordia debba essere fatto nel porto di Piombino e non in quello di Genova. "Se le cose andassero male sarebbe il secondo inchino, in questo caso del governo a Costa Crociere" afferma Rossi, avvertendo Matteo Renzi che c'è il rischio dello scoppio di "una guerra a carte bollate".

Il dibattito sullo smaltimento della Costa Concordia continua ad ssere acceso. L'ipotesi più accreditata è che la Costa Concordia sia traghettata fino al porto di Genova, ma sono 200 le miglia da colmare visto che la nave da crociera è arenata all'Isola del Giglio. Il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi sia appella quindi a Matteo Renzi affinché venga considerata l'opzione di Piombino per lo smaltimento della Costa Concordia, ed avvisa: "Se le cose andassero male sarebbe il secondo inchino, in questo caso del governo a Costa Crociere" senza contare "la figuraccia di fronte al mondo". Per Piombino, l'affidamento dello smaltimento della Costa Concordia a Piombino sarebbe una boccata d'ossigeno vista la crisi industriale che attanaglia la città portuale toscana. Proprio oggi gli operai dell'acciaieria Lucchini di Piombino diffondono un video per cercare di mantenere alta l'attenzione mediatica sulla vertenza, visto che lo stabilimento rischia di chiudere. "Anche Genova ha i suoi problemi e questa sarebbe una specie di guerra tra poveri" precisa Enrico Rossi, sottolineando che il problema principale "è quello ambientale". Il governatore della Toscana chiarisce: "Ho fiducia in Franco Gabrielli (capo della Protezione Civile, ndr), ma non so spiegarmi perché non venga considerata l'opportunità di Piombino dove il relitto potrebbe arrivare in un solo giorno, con un rischio di cinque volte inferiore a quello del trasporto a Genova, senza bisogno di previsioni meteo a distanza di diversi giorni e senza la necessità di passare in un tratto delicato di Mediterraneo. - aggiungendo - Se il porto di Piombino sarà pronto a settembre non c'è motivo di non andarci". Per Gabrielli, però, non ci sarebbe nessun pericolo inquinamento nel trasporto della Costa Concordia fino a Genova. Il capo della Protezione Civile avrebbe anzi sottolineato che ciò aiuterebbe anche a "pulire il mare". Rossi conclude che scriverà a Matteo Renzi per avvertirlo quindi della "possibile guerra a carte bollate" che potrebbe scoppiare nel caso, tra circa due settimane, non sarà Piombino ad essere scelto come porto per lo smaltimento della Costa Concordia.

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