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Processo Costa Concordia, difesa Schettino: perché non affondò verticale come Titanic?

Si riapre il processo sul naufragio della Costa Concordia. In aula l'ex comandante Francesco Schettino spiega che il naufragio della Costa Concordia si sarebbe potuto evitare se il timoniere avesse eseguito correttamente e prontamente i suoi ordini. Di parere opposto il capo dei periti del gip. Inoltre la difesa di Schettino si chiede perché la Costa Concordia non affondò in maniera verticale come il Titanic.

"Nel momento in cui ho chiesto al timoniere di mettere il timone a sinistra, in quel momento la nave aveva una accelerazione angolare verso destra. Il ritardo è la conseguenza dell'errore, ma di base c'è stato un errore, perché se qualora non ci fosse stato l'errore di non posizionare i timoni a sinistra, ovvero di scontrare, di evitare la derapata, non ci sarebbe stato quello schiaffo. Ovverosia, la velocità angolare di accostare verso dritta con due timoni, nave bielica in linea con i centri dei timoni, per mia esperienza la nave si sarebbe fermata" afferma Francesco Schettino in una dichiarazione spontanea effettuata nel corso del processo sul naufragio della Costa Concordia che si sta celebrando nel cinema Moderno di Grosseto trasformata in sede giudiziaria. In altre parole, Francesco Schettino ed i suoi legali cercano di convincere la giuria che il naufragio della Costa Concordia si sarebbe potuto evitare se il timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin avesse eseguito correttamente e prontamente gli ordini del comandante. Di parere opposto alla difesa di Schettino è l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, a capo dei periti del gip che nel 2012 si occuparono dell'incidente probatorio sulla Concordia, affermando che il timoniere effettivamente "ritardò la manovra di 13 secondi" ma assicurando che "con buona probabilità l'impatto ci sarebbe comunque stato, per la velocità della nave e le condizioni avverse in quel momento della dinamica". L'ammiraglio aggiunge: "Non si può valutare il punto dell'impatto e le risultanze di questo impatto, che tipo di falla, dove e con che ampiezza, ma l'impatto ci sarebbe comunque stato, a giudizio del collegio peritale, viste la vicinanza dello scoglio alla terraferma e le caratteristiche del moto della nave e quelle meteo".

In aula Francesco Pepe, del team dei legali di Francesco Schettino, fa quindi notare: "Bisogna capire perchè il generatore di emergenza che non ha funzionato, fatto scritto nella perizia, e il mal funzionamento dei bracci delle scialuppe delle porte stagne. Bisogna accertare l'influenza e l'incidenza che questi fattori hanno avuto dopo l'impatto. Il generatore è situato all'undicesimo piano proprio perchè non deve essere interessato dall'acqua, ma nessuno ha spiegato perchè non ha funzionato". I periti del gip ammettono che di non essere "arrivati ad alcuna conclusione sul perché il generatore di emergenza non ha funzionato", sostenendo però che "questo non avrebbe avuto alcun impatto sull'avvenimento".

La difesa di Schettino, poi, si concentra anche su un'altra questione, e cioè sul perché la nave non è affondata in verticale come "per normativa e principi costruttivi", sottolineando: "Lo fece anche il Titanic, che aveva una falla laterale. Se fosse avvenuto questo non sarebbe accaduto nulla perchè si adagiava sul fondo. Ad oggi nessuno sa perchè abbia sbandato e sia affondata su un lato". Intanto, la procura generale di Firenze ha impugnato i cinque patteggiamenti degli altri iniziali imputati per il naufragio della Costa Concordia: gli ufficiali di bordo Ciro Ambrosio e Silvia Coronica, il timoniere Jacob Rusli Bin, Roberto Ferrarini, capo dell'unità di crisi di Costa Crociere, e Manrico Giampedroni, direttore dell'hotel di bordo. Soddisfatti per la notizia i legali di Francesco Schettino che riflettono: "Evidentemente anche la procura pensa che non si può parlare di un solo responsabile".

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