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Costa Concordia: smaltimento a Genova. A rischio Santuario dei Cetacei?

Il Consiglio dei Ministri ha infine approvato il progetto di rimozione del relitto della Costa Concordia, proposto dalla Costa Crociere, che prevede il trasferimento e lo smaltimento della nave al porto di Genova. Grennepeace avverte che il viaggio potrebbe essere "pieno di pericoli" soprattutto per il Santuario dei Cetacei.

Il Consiglio dei Ministri ha infine approvato il progetto di rimozione del relitto della Costa Concordia, proposto da Costa Crociere, che prevede il trasferimento della nave dall’isola del Giglio al porto di Genova, dove verrà smaltita. Il CdM sottolinea che lo scopo è quello di allontanare il relitto dall’Isola del Giglio entro il mese di luglio e di avviare lo smantellamento del relitto nel più breve tempo possibile. In una nota Grennpeace si unisce al coro di chi si dice preoccupato per il fatto che sia stato scelto il porto di Genova, e non quello di Piombino, per lo smantellamento della Costa Concordia. "Il tragitto è pieno di pericoli" avvisa Greenpeace, che sottolinea: "Non abbiamo mai fatto il tifo per la scelta di una città rispetto a un'altra, ma solo per il Giglio e per lo splendido mare del Santuario dei Cetacei". L'associazione ambientalista sottolinea quindi che di norma "lo smaltimento delle navi è bene che avvenga il più vicino possibile al luogo in cui si trovano per minimizzare i rischi ambientali, soprattutto quando hanno subito gravi danni", evidenziando quindi: "Cinque giorni di navigazione nel Santuario dei Cetacei per arrivare al Porto di Genova, per un relitto che contiene sostanze pericolose, rappresentano un tragitto che di 'Concordia' ne vede davvero poca". Greenpeace riprone quindi al governo quelle domande che non hanno ancora avuto risposta:
- Non ci hanno detto che cosa sarebbe successo se il cassone (sponson) che si è staccato durante il montaggio si fosse invece staccato durante il traino.
- Che garanzie "meteo" possono esserci per un viaggio che dura ben 5 giorni?
- Chi e come monitorerà le acque luride dentro il relitto e gli interscambi con l'ambiente esterno, il tanto ammirato Santuario dei Cetacei?
- Chi vigilerà sul rispetto delle norme comunitarie durante le operazioni, non facili, di smaltimento?
Infine, Greenpeace fa notare che dopo Piombino, anche a Genova un provvedimento della Regione ha "autorizzato" la creazione di un polo per lo smantellamento delle navi, chiedendosi però "a cosa serviranno due poli per la rottamazione a pochi chilometri di distanza?".

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