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Costa Concordia "non sta scivolando verso gli abissi"

La Costa Concordia, naufragata davanti l'Isola del Giglio, non sta affondando di "4 metri a prua". La struttura commissariale replica ad un presunto scoop assicurando che la nave "non sta scivolando verso gli abissi".

Niente panico all'Isola del Giglio. Nonostante "alcuni servizi giornalistici" la nave Costa Concordia, affondata a causa dell'azzardata manovra del comandante Francesco Schettino, "non sta scivolando verso gli abissi", come precisa una nota della struttura commissariale.
La nota continua sottolineando che "il Dipartimento della protezione civile ha attivato i propri Centri di Competenza scientifici e altri istituti di ricerca per allestire e coordinare un sistema di monitoraggio in tempo reale della posizione e degli spostamenti della nave con funzione di Early Warning - Allertamento Rapido" e che "il sistema di monitoraggio assicurato dal Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Firenze e dal CNR-IRPI unitamente ad altri enti di ricerca, fra cui il Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea, comprende tecniche indipendenti di misurazione, con strumentazione e sensori diversi, ad altissima precisione e a larga banda, che trasmettono in tempo reale i dati".
Secondo i dati forniti dal Gruppo di Monitoraggio - continua la nota - da gennaio si è registrato un movimento progressivo di rotazione dello scafo, soggetto a fasi di accelerazione generalmente correlate con particolari condizioni meteo-marine: in particolare, in direzione Est (cioè verso mare), risultano valori massimi totali nei sei mesi di circa un metro a prua e cinquanta centimetri a poppa, mentre sul piano verticale i valori registrati indicano un abbassamento massimo a prua di circa un metro ed un lieve sollevamento della poppa (15 cm)", aggiungendo che invece "dalla metà di aprile ad oggi non sono state registrate accelerazioni apprezzabili e le velocità di spostamento su tutto lo scafo".
Proprio per questo la stuttura commissariale si domanda come "delle immagini subacquee e riferite a un ambiente chiuso" possano "documentare che la nave sarebbe affondata di almeno 4 metri a prua, di un paio di metri a poppa e addirittura che 'la parte centrale dello scafo, che fin dal naufragio non poggiava sul fondale, si è avvicinata alla roccia di almeno due metri' ", come presumibilmente si leggerebbe nell'articolo giornalistico a cui viene replicato.
I dati forniti nell'articolo, aggiunge ancora la struttura commissariale, sarebbero quindi "piuù di quattro volte superiori rispetto ai valori effettivamente misurati dalle strutture scientifiche preposte", mentre la nota si conclude precisando che non è corretto dire che i lavori di rimozione della Costa Concordia sarebbero dovuti iniziare "a maggio".

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