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Costa Concordia: c'è rischio di una grande discarica riversata in mare

Per fortuna il pericolo di una possibile fuoriuscita di carburante dalla Costa Concordia pare essere lontano, ma purtroppo il rischio di "una grande discarica riversata in mare è a oggi molto alto", visto che la nave custodisce anche molte "sostanze tossiche e pericolose", come sottolinea Legambiente.

Sono forse le parole dei sommozzatori, che quotidianamente si immergono nelle acque intorno al relitto dell Costa Concordia, ad allarmare maggiormente, visto che riferiscono di avvertire "odori nauseabondi" ogni volta che si calano in mare, e che li costringe a sottoporsi a docce speciali per disinfettarsi. Anche se per fortuna, infatti, finora non sembra esserci il pericolo di una fuoriuscita di carburante, il disastro ambientale attorno all'Isola del Giglio c'è già, come afferma Legambiente, che ha deciso di costituirsi parte civile nel futuro processo sull'incidente della Costa Concordia, perché, spiega Angelo Gentili, della segreteria nazionale, se è vero che "le responsabilità della Costa Crociere saranno accertate dalla magistratura" quel che appare certo è che il "danno ambientale purtroppo c'è già, e non potrà certo gravare sulla collettività ma essere risarcito dai diretti responsabili". Legambiente è infatti molto preoccupata delle conseguenze "dei rifiuti e delle sostanze tossiche e pericolose che giorno dopo giorno si stanno riversando in mare" dalla Concordia, e che minano l'equilibrio della fauna e della flora.
A bordo della Costa Concordia, infatti, stando a quanto riferito dalla struttura commissariale, ci sarebbero non solo oltre 2mila metri cubi di "fuel" (combustibile), ma anche, tra l'altro, 203 metri cubi di gasolio, più di 50 chili di insetticida, 600 chili di grassi per apparati meccanici, 1.351 metri cubi di acque grigie e nere, e una quantità altrettanto enorme di detersivi. Detersivi che purtroppo sembra si stiano tutti sciogliendo in mare. Quella chiazza davanti alla Costa Concordia avvistata da diversi giorni, infatti, pare non essere una fuoriuscita di carburante ma bensì di saponi. E' stata l'Arpat a spiegare che la concetrazione di tensioattivi, nella zona esaminata, supererebbe di gran lunga la soglia consentita. Anche per questo Legambiente invita la Costa Crociere a fornire, oltre all'elenco dei rifiuti, anche "la loro collocazione all'interno del relitto. Tutto questo per avviare un percorso di smaltimento che dia la priorità ai rifiuti pericolosi e speciali che potrebbero sversarsi, o per i quali la contaminazione è gia' in atto".
Come sottolinea infatti Umberto Mazzantini, responsabile isole minori di Legambiente, il rischio di "una grande discarica riversata in mare è a oggi molto alto"

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