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Costa Concordia: Ministero Ambiente parte civile, Legambiente approva

Al processo per il naufragio della Costa Concordia all'isola del Giglio il Ministero dell'Ambiente si costituisce parte civile. Plauso di Legambiente che sottolinea come sia "importante rispettare anche l'ambiente che ci circonda". Entro giugno, da quanto comunicava il Ministero dell'Ambiente, la compagnia Costa presenterà il progetto di smantellamento.

Legambiente plaude alla scelta del Ministero dell'Ambiente di costituirsi parte civile nel processo relativo al naufragio della Costa Concordia all'isola del Giglio. "E' fondamentale riconoscere il risarcimento per le vittime e per gli enti locali colpiti ma è importante rispettare anche l'ambiente che ci circonda" ha spiegato in una nota l'associazione ambientalista. Osserva Legambiente sul disastro della Concordia: "Il danno ambientale non può essere trascurato. L'incidente ha provocato danni alla flora e alla fauna in un'area tanto pregiata quanto fragile e ed è quindi corretto insistere sul riconoscimento di questo aspetto, che potrà essere complessivamente valutato solo quando il relitto verrà spostato". Per quanto riguarda lo smantellamento della gigantesca nave da crociera naufragata nel gennaio 2012 davanti all'isola del Giglio (Grosseto) entro giugno, da quanto comunicava il Ministero dell'Ambiente, la compagnia Costa presenterà il progetto di smantellamento. "Le istituzioni e la compagnia hanno condiviso il fatto che la gestione dello smantellamento della Costa Concordia debba essere assicurata nel rispetto delle leggi sui rifiuti", scriveva il Ministero, sottolineando che "sono state esaminate le iniziative messe in atto dal Governo per accelerare i lavori di potenziamento del porto di Piombino (Livorno), lavori che candidano la città come destinazione più indicata per lo smantellamento della nave.

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