le notizie che fanno testo, dal 2010

Corte dei Conti: riforma fiscale superata dagli eventi, di crisi

Mentre l'Europa osserva l'Italia per capire se ha le idee chiare per superare la crisi, far ripartire la crescita e pareggiare il bilancio, la Corte dei Conti boccia il disegno di legge delega di riforma fiscale e assistenziale. e il governo viene pure battuto sul rendiconto dello Stato. Insomma, i conti non tornano.

Il governo, oltre al fatto di essere stato battuto alla Camera sul rendiconto dello Stato, deve incassare un'altra batosta, questa volta arrivata dalla Corte dei Conti, che boccia il disegno di legge delega di riforma fiscale e assistenziale. Durante una audizione davanti alle commissioni Finanze e Affari sociali della Camera, infatti, il presidente della Magistratura Contabile, Luigi Giampaolino, spiega che la riforma fiscale poggerebbe su mezzi di copertura "incerti, limitati e talora superati dagli eventi". Inoltre, il taglio alla spesa sociale previsto nella riforma sarebbe "non percorribile", perché andrebbe a colpire le fasce più deboli e creerebbe "inevitabili effetti regressivi", soprattutto se scatterà la cosiddetta "clausola di salvaguardia", e cioè il taglio lineare di tutte le agevolazioni fiscali per le famiglie e le imprese, che avverrà entro un anno se non sarà approvata la riforma fiscale che promette, tra le altre cose, la riduzione del deficit, di 4 miliardi nel 2012, di 16 miliardi nel 2013 e di 20 miliardi nel 2014. Giampaolino sottolinea quindi che "va evitato che risulti inevitabile l'attivazione della clausola di salvaguardia del taglio automatico e lineare delle agevolazioni". Luigi Giampaolino evidenzia inoltre come il ddl delega per la riforma fiscale e assistenziale "risulta ormai spiazzato dagli eventi". La crisi necessita "rigore" mentre Giampaolino mette in risalto le "incertezze" che caratterizzano il provvedimento, soprattutto dopo le decisioni "assunte d'urgenza per fronteggiare le recenti turbolenze economiche". Gli obiettivi della riforma devono infatti ora "coesistere con più ristretti spazi di manovra" derivanti, appunto, dalla manovra di Ferragosto, quella da 54 miliardi di euro. La Corte dei Conti, infatti, fa notare che la riforma si basa anche sull'aumento delle imposte indirette, per poi avere la copertura ed eventualmente abbassare l'imposta sulle persone fisiche. Ma la manovra bis ha già aumentato l'IVA al 21%, e quindi questa strada risulta difficilmente percorribile, se non si vuole rischiare di entrare in una nuova spirale recessiva. Giampaolino spiega quindi ch bisogna tener conto di una "ulteriore restrizione degli spazi utilizzabili dal riformatore fiscale", precisando che "oltre a largamente affidarsi a mezzi incerti, limitati e talora superati dagli eventi, la copertura del ddl risulta intaccata e messa in forse". "Occorre domandarsi se le incertezze che gravano sulla copertura del provvedimento non rendano necessario esplorare fonti di gettito nuove - continua quindi il Presidente della Corte dei Conti - in direzione di basi imponibili personali o reali che non insistano su lavoro e su imprese", concludendo poi che la scelta del condono, invece, è soprattutto "politica, specie per l'aspetto che riguarda le conseguenze sul comportamento dei contribuenti".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: