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Sentenza Consulta su fecondazione eterologa è "ultima picconata a legge 40"

Quella della Corte Costituzionale che dichiara illegittimo il divieto alla fecondazione eterologa "è una pronuncia grave" afferma Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la Vita, e rappresenta "l'ultima picconata" alla legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita che ormai "non è più quella che è stata approvata dal Parlamento".

Quella della Corte Costituzionale che dichiara illegittimo il divieto alla fecondazione eterologa "è una pronuncia grave" afferma Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la Vita, intervistato da Paolo Ondarza. Amato spiega: "La norma che è stata dichiarata costituzionalmente illegittima, in realtà - anche se non è una legge cattolica - salvaguardava i nascituri e il loro diritto a conoscere le proprie origini, anche al fine di tutelare l'identità personale, oltre che garantirne la tutela sanitaria e sociale, da una parte; e, dall'altra, evitava il lucroso commercio di gameti che va sotto il falso nome di donazione e il conseguente sfruttamento delle donne". Per il presidente dei Giuristi per la Vita, la sentenza della Consulta rappresenta quindi "l'ultima picconata" alla legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita che ormai "non è più quella che è stata approvata dal Parlamento".

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