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Ruby, Consulta: ammissibile conflitto attribuzione. Su concussione

La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il ricorso della Camera sul conflitto di attribuzione in merito al cosiddetto "caso Ruby". Nei prossimi mesi si capirà se dovrà ricominciare davanti al Tribunale dei Ministri.

La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il ricorso della Camera sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato in merito al cosiddetto "caso Ruby", che vede indagato dalla Procura di Milano il premier Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile. Questo però è solo il primo passo della Consulta, che ora dovrà decidere sul merito, e probabilmente la sentenza non arriverà prima della fine dell'anno. Per riassumere, i giudici della Corte Costituzionale dovranno decidere se accogliere o meno la tesi che vorrebbe per il reato di concussione competente il Tribunale dei Ministri, e non la Procura di Milano. Se la Consulta dovesse accertare il conflitto di attribuzione, il processo dovrebbe quindi ripartire praticamente da zero davanti al Tribunale dei Ministri, anche se già molti sostengono che la maggioranza non darebbe l'autorizzazione a procedere. I giudici del processo Ruby hanno la facoltà di decidere se fermarsi o andare avanti con le udienze in attesa della sentenza della Consulta, anche se il legale di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini, afferma che non è loro "intenzione chiedere la sospensione del processo" perché, sostiene, sicuramente le loro "eccezioni verranno accolte". Ma se la Corte Costituzionale decidesse che per il reato di concussione è competente il Tribunale dei Ministri, chi giudicherà, si domanda già qualche commetatore, in merito al reato di prostituzione minorile? I due processi potranno svolgersi separatamente visto che sembrano così intrecciati l'uno con l'altro?

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