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Ruby: Camera deposita a Consulta ricorso su conflitto di attribuzione

Depositato presso la Corte Costituzionale il ricorso in merito al conflitto di attribuzione per il processo Ruby, che vede come imputato il premier Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile. Sentenza definitiva non prima di un anno.

Martedì 17 maggio è stato depositato presso la Corte Costituzionale il ricorso in merito al conflitto di attribuzione per il processo Ruby, che vede come imputato il premier Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile. Il conflitto di attribuzione è stato sollevato dalla Camera dei Deputati, dopo essere stato votato a Montecitorio il 5 aprile scorso, nei riguardi della Procura di Milano. La maggioranza di governo, infatti, riterrebbe quello dei ministri il tribunale competente in merito alle accuse mosse al premier. La decisione della Consulta avrà comunque tempi lunghi, probabilmente non meno di un anno. Prima la Corte Costituzionale dovrà decidere sull'ammissibilità o meno del conflitto di attribuzione. Se il ricorso sarà ammesso, allora i giudici costituzionali davranno decidere nel merito. Il processo Ruby dovrebbe continuare a svolgersi normalmente a Milano fino alla sentenza definitiva della Consulta, anche se i pm milanesi potrebbero anche decidere di sospendere il procedimento dopo la preliminare ammissibilità del conflitto. Se infine la Corte Costituzionale dovesse accettare il ricorso, stabilendo che il processo Ruby (probabilmente solo per il reato di concussione) deve essere seguito dal Tribunale dei ministri, le Camere dovranno prima dare la propria autorizzazione a procedere. E se le forze in Parlamento dovessero essere ancora quelle di oggi, difficilmente la maggioranza di governo voterà per far processare Silvio Berlusconi, ricordano le opposizioni.

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