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Incostituzionale divieto fecondazione eterologa. Lorenzin: serve condivisione Parlamento

La Corte Costituzionale sentenzia che il divieto di fecondazione eterologa, norma della legge 40 entrata in vigore dieci anni fa, è incostituzionale. Grida alla "vittoria" l'Associazione Luca Coscioni affermando che "da oggi non potrà mai più essere emanata dal Parlamento una legge che prevede il divieto di fecondazione di tipo eterologa" mentre più causta è il ministro della Salute Beatrice Lorenzin che chiarisce: "Serve condivisione di tipo parlamentare".

In una breve nota, la Corte Costituzionale informa che "nell'odierna Camera di Consiglio ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli 4, comma 3, 9, commi 1 e 3 e 12, comma1, della legge 19 febbraio 2004, n. 40, relativi al divieto di fecondazione eterologa medicalmente assistita". In altre parole, il divieto di fecondazione eterologa, norma della legge 40 entrata in vigore dieci anni fa, è incostituzionale. Subito dopo la sentenza, grida "vittoria" l'Associazione Luca Coscioni, e in un comunicato stampa a firma degli avvocati Filomena Gallo e Gianni Baldini si afferma: "La sentenza di oggi della Corte Costituzionale che ha cancellato il divieto di eterologa previsto dalla legge 40 del 2004 ha valore di legge e non è oppugnabile. - aggiungendo - Da oggi non potrà mai più essere emanata dal Parlamento una legge che prevede il divieto di fecondazione di tipo eterologa. Tale decisione vale per tutti i cittadini italiani che hanno problemi di sterilità". L'Associazione Luca Coscioni dichiara quindi che "ora sia i centri pubblici che quelli privati dovranno eseguire tecniche di fecondazione con donazione di ovociti e spermatozoi esterni alla coppia". Più cauta invece il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin (Nuovo centrodestra), che dopo la sentenza della Corte Costituzionale chiarisce: "Sono questioni che non si può pensare di regolare con un atto di tipo amministrativo, ma necessitano una condivisione più ampia, di tipo parlamentare". Beatrice Lorenzin infatti sottolinea: "L'introduzione della fecondazione eterologa nel nostro ordinamento è un evento complesso che difficilmente potrà essere attuato solo mediante decreti" perché "ci sono alcuni aspetti estremamente delicati che non coinvolgono solamente la procedura medica, ma anche problematiche più ampie, come ad esempio l'anonimato o meno di chi cede i propri gameti alla coppia e il diritto d chi nasce da queste procedure a conoscere le proprie origini e la rete parentale come fratelli e sorelle".

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