le notizie che fanno testo, dal 2010

Giovanardi: Consulta su fecondazione eterologa apre a mercato seme selezionato

Commentando la sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il divieto di fecondazione eterologa, previsto dalla legge 40, Carlo Giovanardi, senatore dei Popolari liberali, avverte: "Si sta sta aprendo le porte a un mercato del seme selezionato. Con la legge 40 avevamo detto no a questi scenari inquietanti. Ora la volontà del Parlamento è stata sconfessata".

"Ancora una volta viene cancellata una decisione del Parlamento, con l'aggravante che in questo caso era stata avallata da un referendum popolare, cioè dal popolo italiano. Ancora una volta le idee e gli orientamenti ideologici di 15 signori valgono più del Parlamento. A questo punto, oltre che il Senato, mi viene da dire: aboliamo anche la Camera, non è piu' chiaro cosa ci stia a fare" afferma Carlo Giovanardi, senatore dei Popolari liberali, commentando all'Adnkronos Salute la sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il divieto di fecondazione eterologa, previsto dalla legge 40. Giovanardi sottolinea quindi che con la sentenza della Consulta "si apre ora una voragine nel nostro ordinamento, si dà origine a milioni di interrogativi. - domandando - Se si ricorre a un donazione di seme, chi è il padre del concepito, il donatore o il committente?". Carlo Giovanardi ricorda quindi che per esempio, dove la fecondazione eterologa non è vietata, esistono diverse legislazioni in materia come "nel Nord Europa dove il donatore non deve rivelare la propria identità" mentre "negli Stati Uniti ha dei doveri nei confronti del bimbo". "Di chi è figlio il bambino che nasce? - prosegue quindi Giovanardi - E' lo stesso interrogativo generato dal mercato immondo dell'utero in affitto, dove si comprano povere donne, per la maggior parte in India, per farne delle gestanti". Il senatore dei Popolari liberali avverte quindi che con questa sentenza l'Italia sta "aprendo le porte a un mercato del seme selezionato: come lo regolamentiamo? Come vengono risolte le questioni giuridiche? - chiede ancora Giovanardi - Tutti questi interrogativi ce li eravamo già posti al momento di fare la legge 40 e avevamo detto no a questi scenari inquietanti. Ora la volontà del Parlamento è stata sconfessata, come è successo per la legge sulla droga, per un cavillo giuridico che si è inventato la Consulta".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: