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Fini-Giovanardi incostituzionale, San Patrignano: così pene in comunità più difficili

La Comunità di San Patrignano commenta la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato la legge Fini-Giovanardi, dicendosi preoccupata "per la cancellazione di norme che facilitano il ricorso a misure alternative al carcere, che oggi sarà possibile solo per condanne sotto i 4 anni, contro i 6 della Fini Giovanardi".

La Comunità di San Patrignano commenta la sentenza della Corte Costituzionale che "ha cancellato per vizio di forma la cosiddetta legge Fini-Giovanardi, con motivazioni dettate esclusivamente dalla trasformazione del decreto in legge", come viene sottolineato in una nota. La Consulta, infatti, non boccia la legge Fini-Giovanardi nel merito, cioè esprimendo l'incostituzionalità di aver equiparato le droghe cosiddette leggere da quelle pesanti, ma nel metodo. Dopo otto anni dalla entrata in vigore della legge Fini-Giovanardi (era il 2006), la Corte Costituzionale ha decretato infatti che incostituzionale è solo il fatto che il legislatore ha inserito "commi non omogenei per materia nella legge di conversione di un decreto nato in occasione delle Olimpiadi invernali di Torino del 2006", come riassume
Danilo Paolini sull'Avvenire. La sentenza produce quindi un effetto immediato, la reintroduzione della legge Jervolino-Vassalli come modificata dal referendum del 1993, ed uno a più lungo termine, perché il pronunciamento avrà ripercussioni sia sul numero degli attuali detenuti arrestati con la Fini-Giovanardi sia sui procedimenti in corso. Ma non solo.

"Senza voler entrare nel merito della distinzione fra le droghe leggere e le droghe pesanti che si viene a riproporre con la Jervolino Vassalli, siamo soprattutto preoccupati per la cancellazione di norme che facilitano il ricorso a misure alternative al carcere, che oggi sarà possibile solo per condanne sotto i 4 anni, contro i 6 della Fini Giovanardi" sottolinea infatti in una nota la Comunità di San Patrignano, che precisa: "Il recupero, quindi, diventerà più difficile. Oltre a questo viene esclusa la possibilità di vedersi riconosciuta l'applicazione della disciplina del reato continuato in ragione del proprio stato di tossicodipendenza o l'eventualità di vedersi cancellata la multa accessoria alla condanna in caso di esito positivo dell'affidamento in prova ai servizi sociali. E, ancora, l'opportunità concessa al magistrato di sorveglianza di affidare provvisoriamente e urgentemente il detenuto tossicodipendente ad un percorso di recupero".
La Comunità di San Patrignano quindi precisa: "Sono argomenti, questi, che riguardano la vita e il futuro delle persone che vogliono abbandonare la droga. - ed aggiunge - Siamo convinti e ribadiamo ancora una volta il principio che il carcere non sia la soluzione al problema della dipendenza da droga, ma che debba essere fatto salvo il principio dell'illiceità del consumo di qualunque sostanza". La Comunità di San Patrignano quindi si augura che "la politica, chiamata a decidere su questo argomento, faccia tesoro delle opinioni operatori, scienziati, medici dei servizi pubblici e privati e di chi, sul campo, offre da quarant'anni soluzioni nella prevenzione, del recupero e del reinserimento sociale e lavorativo dei giovani tossicodipendenti".

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