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Consulta: qui non ci sono bolscevichi. Frattini: diritto di critica

Il presidente della Corte Costituzionale Ugo De Siervo spiega che "è denigratorio e gravemente offensivo sostenere che i 15 giudici della Consulta giudicherebbero sulla base di loro asserite appartenenze politiche". Frattini: "Abbiamo il diritto di criticare".

Il presidente della Corte Costituzionale Ugo De Siervo, durante l'annuale conferenza stampa a Palazzo della Consulta, ribadisce dopo gli ennesimi attacchi da parte del governo che la Corte Costituzionale è un organo assolutamente indipendente e che "è denigratorio e gravemente offensivo sostenere che i 15 giudici della Consulta giudicherebbero sulla base di loro asserite appartenenze politiche".
"Qui non ci sono bolscevichi - continua De Siervo - Devo registrare che in molte occasioni la Corte Costituzionale deve operare molto più faticosamente perché c'è un clima eccessivo, attacchi selvaggi, tentativi di denigrazione dei singoli giudici".
Ugo De Siervo ricorda che i giudici della Consulta sono "appositamente scelti da organi diversi, presidente della Repubblica, Parlamento, supreme magistrature, ed entro categorie professionali particolarmente qualificate, in modo da garantire la loro più larga indipendenza di giudizio" e questo fa sì che "le decisioni che vengono infine adottate rappresentano il punto di arrivo di un organo sicuramente imparziale".
Ugo De Siervo non manca poi di sottolineare come i giudici "entrano in carica dopo aver giurato di osservare la Costituzione e le leggi". In questi due anni ci sono stati diversi attacchi alla Corte Costituzionale da parte della maggioranza, in special modo dopo le sentenze prima sul lodo Alfano e ultimamente su quella del legittimo impedimento.
Il Ministro degli Esteri Franco Frattini sostiene quindi di rispettare "la Corte Costituzionale quale organismo di garanzia" aggiungendo però: "Credo che abbiamo il diritto di criticare politicamente decisioni che si prestano a critiche".
Più tardi interviene anche il vicepresidente del CSM, Michele Vietti: "Mi vedo costretto ancora una volta a ribadire che la magistratura non coltiva finalità eversive ma svolge una funzione silenziosa di applicazione delle regole".
Solo ieri il Presidente del Consiglio, durante la conferenza stampa, aveva affermato infatti che le indagini sul Rubygate avevano secondo lui "soltanto finalità eversive".
Nella discussione entra anche il presidente dei senatori del PD Anna Finocchiaro spiegando: "Il problema è che Berlusconi vuole uccidere le libertà dell'Italia per salvare esclusivamente se stesso".

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