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Consulta: divieto fecondazione eterologa? Vedi sentenza Strasburgo

La Corte Costituzionale invita i tribunali che hanno sollevato la questione della legittimità costituzionale sul divieto di fecondazione eterologa a tener conto della sentenza di Strasburgo.

I tribunali di Firenze, Catania e Milano, a cui si erano rivolti delle coppie sterili, avevano sollevato la questione della legittimità costituzionale dell'articolo 4 della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, quella che vieta la fecondazione eterologa, cioè con ovociti o gameti non appartenenti alla coppia.
La Corte Costituzionale restituisce, dopo aver esaminato la questione, gli atti ai tre tribunali, ricordando agli stessi che esiste una sentenza della Grande camera della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, dello scorso 3 novembre, dove in sintesi viene stabilito che il divieto di fecondazione eterologa non vìola in alcun modo la Convenzione dei diritti dell'uomo, e che quindi ogni Stato può legiferare come meglio ritiene sulla materia.
In altre parole, la Consulta, pur non pronunciandosi nel merito, sembra voler sottolineare che il Parlamento italiano ha la libertà, senza andare a ledere i diritti sanciti in Costituzione, di vietare, o meno, la fecondazione eterologa.
Soddisfatto del pronunciamento della Corte Costituzionale l'europarlamentare Carlo Casini, presidente nazionale del "Movimento per la Vita", che intervistato da Radio Vaticana fa notare che "in tutta questa vicenda nessuno ha tirato fuori il tema del bambino nascituro - spiegando - La legge 40 dice che 'bisogna tener conto degli interessi di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito'. Ci sono dei suoi interessi, dei suoi diritti o no? Cos'è il meglio per un bambino che si va, oltretutto, a generare artificialmente, cioè attraverso una possibilità di controllo totale? Qual è il meglio per questo bambino? Avere dei genitori che sono dei genitori tutti e due, anche biologicamente? Sapere quali sono le sue origini? Non rompere il nesso che lo lega, non solo ai genitori, ma ai nonni, ai bisnonni, agli zii, ai fratelli? E' un nesso genetico: in ogni bambino che nasce, è riassunta – attraverso il genoma – tutta la linea ascendente e collaterale, che gli conferisce un'identità precisa. Rompere tutto questo artificialmente, è un bene o un male?".
Carlo Casini riflette poi anche su un'altra problematica legata alla fecondazione eterologa: "E quando c'è una paternità e maternità legale, zoppicante – perché uno è la madre biologica e l'altro è padre non biologico, o viceversa – cosa succede in caso di crisi familiare? - concludendo - Sono tutta una serie di questioni complicate che è bene siano risolte dal legislatore, come ha fatto già il legislatore italiano e lo ha fatto bene".

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