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Consulta, Grasso: senza nomine "scrutini ad oltranza". PD a M5S: Barbera non si cambia

Dopo che ieri c'è stata l'ennesima fumata nera per l'elezione di tre giudici della Consulta, il Presidente del Senato Pietro Grasso avverte che c'è tempo fino a martedì 1 dicembre per arrivare alle nomine, preciando che successivamente si procederà con "scrutini ad oltranza". Il MoVimento 5 Stelle rivendica la propria "centralità" ma il PD replica affermando che la candidatura di Augusto Barbera non si cambia.

Dopo che ieri c'è stata l'ennesima fumata nera per l'elezione di tre giudici della Corte Costituzionale, il Presidente del Senato Pietro Grasso avverte che c'è tempo fino a martedì 1 dicembre per arrivare alle nomine, preciando che successivamente si procederà con "scrutini ad oltranza". Il quorum di 570 preferenze non è stato raggiunto da nessuno dei tre candidati su cui la maggioranza di governo e Forza Italia aveva stretto una intesa: Augusto Barbera, Francesco Paolo Sisto e Giovanni Pitruzzella. Esulta il MoVimento 5 Stelle che rivendica la propria "centralità". Nonostante il vice capogruppo vicario del PD della Camera Matteo Mauri assicura che "la candidatura avanzata dal PD alla Corte Costituzionale del professor Augusto Barbera è autorevolissima e perciò non c'è nessun motivo per tornare indietro", questa non sembra essere apprezzata dalla minoranza dem che vede il costituzionalista come una sorta di "ultrà delle riforme di Matteo Renzi".
Giovanni Pitruzzella, candidato dei partiti centristi, non è stato invece votatto da diversi esponenti di Per l'Italia tanto che il loro nome, Gaetano Piepoli, ha ottenuto 56 voti, ben oltre i 15 voti del gruppo. Paolo Sisto invece non è riuscito a rendere concordi tutti gli esponenti (fuoriusciti e non) azzurri. Ecco perché il M5S chiede agli altri partiti, in particolare al PD, di cambiare metodo visto che il loro candidato, il professor Franco Modugno, ha ottenuto 140 voti, quindi più dei 127 in possesso al movimento di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.
L'esponente dem Mauri chiede però ai pentastellati "di mettersi l'anima in pace", spiegando: "Così come abbiamo accettato senza batter ciglio la proposta del M5S sul professor Modugno - di cui abbiamo riconosciuto il valore - ci saremmo aspettati lo stesso comportamento da parte loro. Invece abbiamo dovuto ascoltare motivazioni inaccettabili e del tutto infondate che hanno avuto il solo scopo di dire di no". Mauri sostiene: "L'argomento usato pubblicamente dal M5S che Barbera non andrebbe bene perché ha fatto politica è contro ogni logica e contro il buon senso. Confidiamo in una riflessione interna al gruppo del M5S che possa sbloccare la situazione". Riflessione però che il PD dovrebbe fare dapprima con la sua stessa minoranza.

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