le notizie che fanno testo, dal 2010

Passera: per uscire dalla crisi non c'è nessuna "ideona"

Mentre Corrado Passera avverte che il governo non ha nessuna "ideona" per uscire dalla crisi, la Chiesa promette maggiore attenzione verso gli imprenditori, 23 dei quali si sono suicidati dall'inizio dell'anno.

L'Italia sta attraversando il periodo più duro dal dopoguerra, e il cardinal Angelo Bagnasco, che da "Aquileia 2" (convegno delle 15 Diocesi del Nord-Est), assicura come il nostro Paese "ce la farà a superare anche questa crisi", ridà speranza a tutte quelle persone in maggiore difficoltà. Per Bagnasco "le risorse ci sono e anche l'intelligenza e la capacità di inventiva da parte della nostra gente", confidando in quella "professionalità che ci è riconosciuta in tutto il mondo". Ma in questo periodo di crisi economica è spesso proprio la maggiore professionalità ad essere svilita, così come l'onestà. Sempre più lavoratori e imprenditori che vogliono seguire "tutte le regole" si trovano infatti a fine mese con l'acqua alla gola e senza la prospettiva di futuro migliore.
Solo sabato la CGIA di Mestre ricordava "i 23 suicidi tra i piccoli imprenditori che si sono registrati dall'inizio dell'anno ad oggi, 9 dei quali (pari al 40% del totale) sono avvenuti nel Veneto" nel segnalare come "un'impresa su due (precisamente il 49,6%) chiude i battenti entro i primi 5 anni di vita" a causa soprattutto di "tasse, burocrazia e mancanza di liquidità".
"Il meccanismo si sta spezzando – avverte Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre – questi suicidi sono un vero grido di allarme lanciato da chi non ce la fa più. Le tasse, la burocrazia, la stretta creditizia e i ritardi nei pagamenti hanno creato un clima ostile che penalizza chi fa impresa. Per molti, il suicidio è visto come un gesto di ribellione contro un sistema sordo ed insensibile che non riesce a cogliere la gravità della situazione".
E mentre Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico, intervenendo nel programma di Lucia Annunziata "In mezz'ora" si limita a spiegare che "creare l'aspettativa per un'ideona" che faccia uscire dalla crisi economica e ripartire la crescita dell'Italia "è fuorviante", è la Chiesa a promettere quel sostegno agli imprenditori in difficoltà abbandonati dallo Stato.
"Non sempre la Chiesa ha capito il dramma di chi è senza lavoro o di chi si pensava fosse un soggetto robusto del mercato" ammette il patriarca di Venezia monsignor Moraglia, sempre nel corso del convegno "Aquileia 2", spiegando: "C'è tanto dispiacere per non aver percepito questa sfumatura, questa realtà, ma in tutti noi c'è l'impegno di ritornare di più a tener desta nelle nostre comunità l'idea di questo lavoro professionale, individuale, che troppe volte è stato considerato solo un privilegio nel mercato del lavoro, mentre drammaticamente in queste settimane ci dice che è una palestra di sofferenza".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: