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Costa Concordia: paura mareggiate. Clini: chiederò stato d'emergenza

Il rischio ambientale attorno alle coste della Toscana è alto. Ad allertare il presidente della Regione non solo l'incidente della Costa Concordia, che custodisce "circa 2.400 tonnellate di carburante", ma anche i 198 fusti di sostanze pericolose persi in mare circa un mese fa da una nave cargo della Grimaldi Lines. Vertice in prefettura, a Livorno, con il ministro dell'Ambiente Corrado Clini.

Mentre sale a 6 il numero delle vittime della Costa Concordia, naufragata nei pressi dell'Isola del Giglio venerdì 13 gennaio, e a 29 quelli dei dispersi, cresce anche la preoccupazione di un possibile danno ambientale. "Sulla base degli accertamenti non risulta perdita di carburanti in mare" assicura il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, spiegando che quello avvistato nel pomeriggio di lunedì 16 nei pressi dell'Isola del Giglio, sarebbe solo un non meglio identificato "fluido oleoso". "Iniziano alcuni trafilamenti di materiale liquido, non sappiamo se carburante o altro - spiega Clini - I rilievi in corso serviranno per capire la natura di queste perdite, ma è già stata avviata la circoscrizione dello scafo per arginare questa perdita. Nella speranza, penserà forse qualcuno, che questo "liquido" non arrivi da uno di quei 198 fusti di sostanze pericolose persi in mare, il 17 dicembre al largo di Livorno, da una nave cargo della Grimaldi Lines. Il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, lamenta infatti come questi non siano stati ancora recuperati, e in una nota di qualche giorno fa invitava il governo Monti a far diventare il problema "una questione nazionale", visto che tali fusti conterrebbero "un catalizzatore al cobalto-nichel estremamente inquinante", come riferisce il WWF, individuati "a sud dell'isola di Gorgona, a una ventina di miglia dalla costa e a una profondità variabile tra i 120 e 600 metri". Corrado Clini ha convocato infatti lunedì 16 una riunione, presso la prefettura di Livorno, per esaminare la situazione, nel corso della quale è stato affrontato anche "il problema dei rischi ambientali legati al naufragio" della Costa Concordia all'Isola del Giglio. Il WWWF, inoltre, in una lettera inviata a Corrado Clini, chiede al ministero dell'Ambiente di sollevare il "problema del controllo delle rotte all'interno del Santuario internazionale dei Cetacei", chiedendo "un atto di verità e coerenza perché venga avviata una gestione reale, e non puramente formale, in un'area marina preziosa per la biodiversità, interessata ogni anno da oltre 10.000 transiti commerciali (non considerando quindi le imbarcazioni private), senza alcun obbligo di rotte certe e senza alcun riscontro satellitare costante, mentre l'unica attività ad alto impatto veramente vietata è quella delle gare motonautiche offshore". Come ricorda infatti Greenpeace, nelle cisterne della Costa Concordia "ci sarebbero circa 2.400 tonnellate di carburante", facendo notare che "lo sversamento di solo tre-quattrocento tonnellate di carburante dal portacontainer RENA, in Nuova Zelanda, ha ucciso circa 20mila uccelli marini e inquinato decine di chilometri di costa". Per questo Greenpeace "chiede che venga messo a punto e attuato con urgenza un piano per lo svuotamento delle cisterne di carburante della nave e quindi la rimozione della medesima" insistendo sul fatto che "lo svuotamento delle cisterne, che potrebbe essere complicato se il carburante, a causa delle basse temperature, avesse assunto una consistenza semi-solida, deve essere avviato immediatamente, prima che eventuali mareggiate infliggano danni strutturali al relitto, causando la dispersione del carburante". Il pericolo mareggiate viene paventato anche dal Presidente e Amministratore Delegato della Costa Crociere, Pier Luigi Foschi, che nel corso della conferenza stampa di lunedì sottolinea come ci sia preoccupazione per la tutela dell'ambiente, e spiega: "Il relitto è sdraiato su un fondale sabbioso e roccioso. Fino ad ora l'informazione che abbiamo è che non si è mosso - precisando - Il relitto è monitorato da strumenti che accertino il fatto che non si muova, nel corso della giornata di oggi (16 gennaio, ndr) ulteriori strumenti saranno istallati anche attraverso un accurato collegamento GPS sarà in grado di controllare la movimentazione del relitto anche di pochi centimetri". L'Ad di Costa Crociere spiega che "resta comunque la preoccupazione di mareggiate, e quindi del comportamento del relitto a fronte di mareggiate e quindi della tutela dell'ambiente in generale", assicurando che solo una volta che Costa Crociere sarà "sicura e certa che l'ambiente sarà tutelato" provvederà alla rimozione della Concordia. Nella sera di lunedì Clini riferisce che "la Costa Crociere dovrà presentare entro 48 ore il piano di svuotamento dei serbatoi" che "sarà verificato per accertarsi che avvenga in condizioni di sicurezza". Clini precisa però che questa procedurà varrà "ammesso che la nave rimanga in posizione", perché in caso contrario, e se la Costa Concordia "dovesse affondare", allora ci sarebbe bisogno di tutt'altro tipo di operazioni. Corrado Clini annuncia comunque che il governo ha intenzione di chiedere lo stato di emergenza, entro "giovedì o anche prima".

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