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Clini: condono? Inserire in norma un divieto assoluto

Corrado Clini, ministro dell'Ambiente, si dice "molto contrario" al condono, anticipando che non solo spera di "inserire in norma un divieto assoluto" ma anche che alcune "situazioni condonate dovranno essere riprese in considerazione per la sicurezza dei territori".

Corrado Clini, ministro dell'Ambiente del governo Monti divenuto celebre per la sua prima dichiarazione pubblica poco dopo l'insediamento (leggi "Corrado Clini fa bingo: nucleare, TAV e OGM in una dichiarazione sola" http://is.gd/9Rq8LY), parlando del dissesto idrogeologico della nostra penisola, spiega che c'è "bisogno di risorse per circa 40 miliardi di euro per un piano che dovrà durare circa 20 anni", avvertendo che "negli ultimi vent'anni i danni da dissesto idrogeologico sono ammontati, in media, a 2,5 miliardi di euro all'anno" e quindi "se non si inverte il trend i danni continueranno a crescere perché gli eventi diventano più frequenti". Corrado Clini anticipa che per acquisire risorse, nell'ambito del federalismo fiscale, c'è "già la possibilità di imporre un'addizionale sulle accise le cui entrate siano vincolate alla protezione dell'ambiente nei bilanci delle Regioni", mentre si dice assolutamente "contrario" ad ogni nuova forma di condono. "Spero di inserire in norma un divieto assoluto" annuncia Clini da Trieste, avvertendo che "probabilmente situazioni condonate, che perciò hanno garantito la legalità di insediamenti che non erano legali, dovranno essere riprese in considerazione per la sicurezza dei territori" perché "si sono sanate costruzioni ad uso industriale o residenziale in zone che non avrebbero mai potuto sopportare insediamenti di questo tipo". Corrado Clini sembra quindi lasciar intendere che anche chi ha in passato sanato, utilizzando un condono, alcuni tipi di abusivismi potrebbe essere nuovamente oggetto di "attenzione" da parte del ministero dell'Ambiente.

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