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Trezzo sull'Adda: scoperti vari illeciti in azienda agricola e agriturismo

"Il personale del Comando Stazione forestale di Milano ha provveduto ad eseguire un decreto di ispezione dei luoghi e delle cose, emesso dalla Procura della Repubblica di Milano nell'ambito di un procedimento penale a carico dei due proprietari di un'azienda agricola sita nel Comune di Trezzo sull'Adda, scaturito a seguito di una denuncia di Legambiente circa presunte violazioni ambientali ivi perpetrate", segnala in un comunicato il Corpo Forestale dello Stato.

"Il personale del Comando Stazione forestale di Milano - viene diffuso in una nota dei Forestali -, insieme a quello della Polizia Locale di Trezzo sull'Adda, ha provveduto ad eseguire un decreto di ispezione dei luoghi e delle cose, emesso dalla Procura della Repubblica di Milano nell'ambito di un procedimento penale a carico dei due proprietari di un'azienda agricola sita nel Comune di Trezzo sull'Adda, scaturito a seguito di una denuncia di Legambiente circa presunte violazioni ambientali ivi perpetrate."
"Legambiente aveva denunciato lo sversamento di inerti nel cavo Loi - si riporta quindi dal CFS -, lo svolgimento di manifestazioni motoristiche presumibilmente non autorizzate e l'omessa manutenzione degli arbusti all'interno dei terreni dell' azienda agricola. Dopo i primi accertamenti emergevano diverse fattispecie delittuose in corso sull'area interessata per cui la Procura della Repubblica disponeva l'ispezione dei luoghi, atta a verificare in particolare la presenza di abusi edilizi, rifiuti ed ogni altra attività illecita correlata."

"In tale attività che ha visto coinvolti diversi organi di controllo (una task force di oltre 40 uomini tra tecnici ambientali e sanitari di ARPA, ATS - Citta' Metropolitana di Milano, Area Tecnica e Suap del Comune) il Corpo Forestale dello Stato ha fornito il proprio prezioso contributo sui principali settori di intervento: rifiuti, abusivismo edilizio, allevamento di animali ed agroalimentare. - si precisa - Sui terreni a disposizione dell'azienda agricola infatti, oltre ad attività illecite sulla gestione dei rifiuti e manufatti abusivi, erano presenti un agriturismo ed allevamento di diversi animali da reddito. Al'interno dell'agriturismo i forestali hanno proceduto ad un controllo agroalimentare volto alla verifica della tracciabilità dei prodotti posti in vendita accertando la presenza di numerosi alimenti dei quali non era possibile stabilire la tracciabilità e dei quali la proprietà non è stata in grado di dimostrarne la provenienza."

"Molti prodotti erano anche in cattivo stato di conservazione, con data di scadenza superata e con presenza di muffe o in avanzato stato di alterazione. Venivano rinvenute altresì svariate bottiglie di olio destinate alla somministrazione al pubblico, riportanti l'etichetta 'Olio extra vergine di oliva 100% italiano', prive di tappo antirabbocco in violazione all' art. 18 della L. 161/14, che venivano riempite con una miscela di olii di oliva dell'Unione europea, integrando così anche il reato di frode nell'esercizio del commercio, punita dall' art. 515 c.p. - viene quindi chiarito - Inoltre, nel corso del sopralluogo effettuato presso il sito di allevamento di animali, si scopriva un'attività di macellazione di suini e produzione di insaccati in locali non autorizzati e privi dei necessari requisiti igienico-sanitari. Su alcune etichette delle carni rinvenute era riportato il codice di un mattatoio, con l'indicazione dell'avvenuto macello in vari mesi dell'anno 2016, mentre, nel registro di macellazione del predetto mattatoio, l'ultima macellazione effettuata per conto dell'azienda agricola controllata risaliva al 2015, configurando così l'ipotesi di vendita di prodotti industriali con segni mendaci, reato punito dall'art. 517 c.p."

"Sia le bottiglie di olio che le carni rinvenute sono state poste immediatamente sotto sequestro. Oltre ai reati in materia agroalimentare - sottolineano dunque le Giubbe Verdi -, veniva scoperto, con l'ausilio di una pala meccanica, un'attività di gestione dei rifiuti non autorizzata, poiché rinvenivano una gran quantità di rifiuti abbandonati in modo incontrollato, tra cui 560 mq circa di rifiuti da demolizione, 50 mq di fresato di asfalto, 400 mq di scarti di legname e bancali fuori uso, 20 mq di pannelli isolanti in poliuretano, rifiuti da demolizione misti con rifiuti urbani, interrati in un'area utilizzata come deposito di macchinari agricoli e fieno."
Il Corpo Forestale dello Stato evidenzia: "Oltre a tutto questo, venivano acclarati dalla Task force operante altre violazioni in materia di abusivismo edilizio, per scarico non autorizzato di acque reflue e per presentazione tardiva dell'istanza di rinnovo dell'impianto di raccolta, trattamento e scarico delle acque reflue domestiche ed assimilate, riscontrando irregolarità su tutto l'impianto oltre che allo scarico finale che confluisce nel vicino Canale Loi. Dell'attività svolta è stata prontament e inviata informativa all'Autorità Giudiziaria al fine dell'emissione del provvedimento di convalida di tutti i sequestri operati."
"L'operazione che ha coinvolto molti diversi settori operativi ed ha visto protagonisti sul campo - si conclude -, a fianco del Corpo Forestale dello Stato, diversi altri organi di controllo, conferma l'importanza della collaborazione, non solo tra gli attori della sicurezza (Forze di polizia statali e locali) ma anche tra questi ultimi e gli Enti regionali e provinciali preposti (ARPA, ATS - Città metropolitana Milano ), per una lotta più attiva ed efficace contro i numerosi reati che mettono a repentaglio l'ambiente e la sicurezza dei consumatori."

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