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Corea del Sud: aiuti e investimenti se Corea del Nord abbandona armi nucleari

Dopo il viaggio apostolico di Papa Francesco, la Corea del Sud annuncia che è intenzionata a "sostenere attivamente l'adesione della Corea del Nord alle organizzazioni finanziarie internazionali", ma alla condizione che Pyongyang rinunci al suo programma nucleare.

Le tensioni tra Corea del Sud e Corea del Nord rimangono ancora alte, anche perché formalmente la penisola coreana è ancora in stato di guerra, visto che nessun trattato di pace è stato firmato dopo la guerra di Corea del 1950-1953. Nel 2005, la Corea del Nord si è dichiarata uno Stato nucleare, e negli anni successivi Pyongyang ha condotto una serie di test nucleari. Ad aprile 2013, inoltre, la Corea del Nord ha annunciato che avrebbe ripreso le attività di arricchimento dell'uranio. Dopo il viaggio apostolico di Papa Francesco, la Corea del Sud sembra però essere intenzionata ad abbattere veramente quel "muro di odio e di diffidenza, per promuovere una cultura di riconciliazione e di solidarietà" come auspicato dal Pontefice. Ad un'unica condizione, però, e cioè che "la Corea del Nord abbandoni il suo programma nucleare" come afferma Choi Kyung-hwan, ministro delle finanze della Corea del Sud. Citato dall'agenzia sudcoreana Yonhap, Choi Kyung-hwan annuncia infatti che se Pyongyang deporrà le armi atomiche Seul "collaborerà con i paesi dell'Asia nordorientale nel sostenere attivamente l'adesione della Corea del Nord alle organizzazioni finanziarie internazionali". Ma non solo. Il ministro avrebbe anche promesso di facilitare la creazione di una banca di sviluppo per i paesi dell'Asia del nord-est, che potrebbe quindi aiutare la Corea del Nord a costruire quelle infrastrutture necessarie per l'assistenza ai poveri.

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