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USA, Tillerson: contro Corea del Nord non esclusa opzione militare

L'amministrazione Trump non intende perseguire solo la strada delle sanzioni contro la Corea del Nord. Il segretario di Stato USA Rex Tillerson avverte infatti che se da Pyongyang la minaccia si alzerà ulteriormente non è esclusa un'opzione militare. Anche la Cina invoca una corsa agli armamenti contro il THAAD, ma nucleari.

La tensione tra Corea del Nord e Stati Uniti, storici alleati di Seul, è alle stelle (e strisce). Dopo il lancio dei missili nordcoreani nel mar del Giappone, Washington ha rafforzato tutti i suoi sistemi di difesa con l'obiettivo però di utilizzarli anche per un eventuale attacco.

Il segretario di Stato USA Rex Tillerson (ex capo della ExxonMobil) ha infatti oggi dichiarato che contro Pyongyang "tutte le opzioni sono sul tavolo", non escludendo quindi un'azione militare contro la Corea del Nord. Non a caso, quindi, in questi giorni gli americani hanno distribuito droni armati Gray Eagle nella base aerea di Kunsan, appena fuori Seoul.

"Voglio essere molto chiaro: la politica della pazienza strategica è finita", spiega infatti Tillerson, nel corso di una conferenza stampa a Seul con il ministro degli Esteri sudcoreano Yun Byung-se. L'amministrazione Trump fa intendere che l'attendismo di Obama non ha portato i frutti sperati, visto che le sanzioni inflitte alla Corea del Nord non sembrano aver ostacolato la corsa agli armamenti di Kim Jong-un e le sue ambizioni nucleari.

Il leader nordcoreano non manca d'altronde di ricordare, ogni volta che se ne presenta l'occasione, che il vero obiettivo di Pyongyang sono gli Stati Uniti, assicurando che è in fase di test un missile balistico intercontinentale in grado di colpire sulla terraferma.

Il segretario di Stato USA precisa quindi che "se si alzerà ulteriormente la minaccia ad un livello che richiede un'azione, questa opzione è sul tavolo". Concorde ad una "deterrenza militare" contro la Corea del Nord pure Yun Byung-se, anche se è bene ricordare che tra poche settimane a Seul si insedierà un nuovo governo, per via della decadenza di Park Geun-hye.

Stando ai sondaggi, infatti, potrebbe vincere il candidato progressista Moon Jae-in che, promettendo un ritorno alla "Sunshine Policy", nei confronti della della Corea del Nord dovrebbe avere un approccio molto più diplomatico rispetto alla linea dura adottata dal governo conservatore di Park Geun-hye.

Tra le altre opzioni di Rex Tillerson, in realtà, anche la speranza di un maggior pressing sulla Corea del Nord da parte della Cina. Pochi giorni fa, però, Pechino aveva lasciato intendere che con gli Stati Uniti c'erano pochi margini di trattativa fino a quando proseguirà all'installazione del sistema antimissile THAAD in Corea del Sud, che con Moon Jae-in potrebbe essere invece smantellato.

In caso contrario, la Cina ha infatti già avvisato che contro l'aggressività americana potrebbe non esserci solo un'opzione militare ma addirittura una risposta nucleare. La situazione nella penisola coreana appare quindi sempre più "esplosiva".

© riproduzione riservata | online: | update: 17/03/2017

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