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Kerry a Tokyo: Corea del Nord denuclearizzata, solo così nuovi colloqui

Il Segretario di Stato USA John Kerry, dal Giappone, assicura che potranno riaprirsi nuovi colloqui se il governo comunista della Corea del Nord rispetterà i precedenti accordi sul suo programma nucleare.

Il Segretario di Stato John Kerry approda in Giappone, dopo essersi fermato ieri in Cina, per cercare di risolvere diplomaticamente la situazione di tensione che si è creata dopo le ripetute minacce da parte della Corea del Nord di lanciare missili contro i suoi nemici ed ingaggiare una vera e propria guerra termonucleare. Da Tokyo, John Kerry assicura quindi che Stati Uniti e Giappone sono disponibili ad aprire un nuovo dialogo con la Corea del Nord se il solitario governo comunista guidato da Kim Jong-un inizia a rispettare i precedenti accordi sul suo programma nucleare. Il Ministro degli Esteri giapponese, Fumio Kishida, che è apparso con Kerry in una conferenza stampa, conferma le parole del Segretario di Stato americano, sottolineando che la Corea del Nord deve onorare il suo impegno per quanto riguarda i suoi programmi nucleari e missilistici, oltre che liberare gli stranieri rapiti. Stati Uniti e Giappone sono infatti convinti della necessità di continuare a lavorare per una denuclearizzazione della Corea del Nord, e per questo offrono la riapertura dei colloqui, se tali condizioni vengono soddisfatte. I colloqui a sei iniziati nel 2003, tra Corea del Nord, Cina, Giappone, Corea del Sud, Stati Uniti e Russia, non sono infatti riusciti a fermare il programma nucleare di Pyongyang, tanto che il governo del regime comunista ha poi annunciato il suo ritiro dal Trattato di non proliferazione nucleare. Nel 2005, però, le sei nazioni erano persino giunte a firmare un accordo che stabiliva, in linea di massima, che la Corea del Nord doveva smantellare tutti i suoi impianti nucleari in cambio di aiuti economici e garanzie di sicurezza. Nel 2007, era stato messo in piedi anche un piano programmatico. Nonostante questi progressi, i colloqui sono diventati sempre più difficili a causa delle divergenze sorte su come attuare tali accordi, originatesi dalla profonda sfiducia che regna tra Washington e Pyongyang, come sottolinea il New York Times in un report che riassume i punti storici salienti che hanno generato l'attuale aumento di tensione nella penisola coreana. I colloqui si sono interrotti quando la Corea del Nord, nel 2008, cominciò a mal digerire le ispezioni nucleari, tanto che gli Stati Uniti accusarono Pyongyang di stare mettendo in atto un programma clandestino di arricchimento dell'uranio. Nel 2009 la Corea del Nord attuò il suo secondo test nucleare, mentre nel 2010, la Corea del Nord ha confermato i sospetti, annunciando il proprio impianto di arricchimento dell'uranio.

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