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Corea del Nord spara ad altoparlanti di propaganda della Corea del Sud

La Corea del Nord minaccia azioni militari se Seoul proseguirà a diffondere i messaggi di propaganda con i suoi altoparlanti piazzati al confine. La Corea del Sud dichiara quindi che un piccolo razzo nordcoreano è sparato verso la provincia occidentale di Gyeonggi, a pochi chilometri dalla Capitale.

Dopo che due soldati della Corea del Sud lo scorso 4 agosto hanno perso le gambe a causa dell'esplosione di mine antiuomo, un'indagine del Comando delle Nazioni Unite ha stabilito che la Corea del Nord aveva posizionato volontariamente tale armamentario sul lato sud del confine. Da quel momento, Seoul ha avvertito che avrebbe iniziato una vera e propria guerra psicologica attraverso gli altoparlanti piazzati al confine. Il giorno stesso che sono cominciate le esercitazioni militari congiunte con gli Stati Uniti, infatti, dagli altoparlanti della Corea del Sud sono partiti messaggi diretti ai nordcoreani atti ad informarli per esempio che Kim Jong-un è un pessimo leader, che i loro diritti umani vengono violati e che c'è un mondo migliore fuori Pyongyang. La mossa di Seoul ha fatto infuriare la Corea del Nord, che oltretutto vede le esercitazioni come il preludio di un'invasione, e per questo ha dichiarato di considerare tali messaggi di propaganda sudcoreana come un atto di guerra, minacciando di far saltare gli altoparlanti. Ed infatti oggi il Ministero della Difesa della Corea del Sud ha riferito alla CNN di aver individuato un piccolo razzo sparato verso la provincia occidentale di Gyeonggi, a poche decine di chilometri a sud rispetto alla capitale Seoul. A quel punto, la Corea del Sud ha risposto sparando qualche decina di proiettili nella zona da cui il piccolo razzo nordcoreano era stato lanciato. Sempre alla CNN un funzionario USA spiega che gli Stati Uniti ritengono che Pyongyang abbia sparato il razzo contro uno degli altoparlanti piazzati al confine e che Seoul abbia invece risposto con 36 colpi di artiglieria. L'esercito della Corea del Sud rimane nel suo più alto stato di allerta, mentre la Corea del Nord ha minacciato azioni militari se Seoul proseguirà a diffondere i messaggi di propaganda, lanciando un ultimatum di 48 ore.

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