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Corea del Nord: pronto missile Musudan a lunga gittata diretto a Guam?

La Corea del Nord potrebbe effettuare un test missilistico in qualsiasi momento. Sono queste le ultime news che arrivano dai funzionari di Stati Uniti e della Corea del Sud. L'ammiraglio Samuel J. Locklear, comandante in capo degli USA nel Pacifico, non ricorda un momento di maggior tensione nella regione dalla fine della guerra di Corea nel 1950.

Gli Stati Uniti e la Corea del Sud ammettono che la Corea del Nord potrebbe effettuare un test missilistico in qualsiasi momento. Sono queste le ultime news provenienti da Pyongyang, mentre il Giappone implementa il suo sistema di difesa aerea su Tokyo. I radar e i satelliti degli Stati Uniti sono puntati sulla zona della costa coreana est, dove si ipotizza che il regime di Kim Jong-un possa aver disposto i propri missili per un possibile test di lancio. La situazione nella penisola coreana rimane fragile, con l'ammiraglio Samuel J. Locklear, comandante in capo degli Stati Uniti nel Pacifico, che ieri ha ammesso di non riuscire a ricordare un momento di maggiore tensione nella regione dalla fine della guerra di Corea nel 1950. Se Pyongyang deciderà di lanciare un missile a medio raggio l'azione verrà interpretata solo come una provocazione. Se invece, la Corea del Nord decidesse di lanciare un missile a lungo raggio, non necessariamente nucleare come va paventando in questi giorni, gli Stati Uniti vedrebbero l'atto come ostile, rispondendo di conseguenza. Finora, la Corea del Nord ha già lanciato due controversi razzi a lunga gittata, lo scorso anno, ma allora il regime ne aveva dato ampio preavviso, proprio per non far scambiare il test come una azione di guerra. La Yonhap, agenzia sudcoreana, riporta le preoccupazioni del Ministro degli Esteri della Corea del Sud Yun Byung-se, che in Parlamento ha spiegato: "Secondo le informazioni ottenute finora dall'intelligence, anche degli USA, la possibilità di un lancio di missili da parte della Corea del Nord è molto alto".

La CNN spiega che la Corea del Sud e gli Stati Uniti temono che il missile che la Corea del Nord vorrebbe lanciare è un Musudan, un'arma non testata che avrebbe un raggio d'azione fino a 3.500 km (2.175 miglia), e quindi potrebbe raggiungere l'isola di Guam, base della marina militare americana in quella parte del Pacifico. Naturalmente, se il lancio missilistico da parte della Corea del Nord dovesse avvenire davvero senza alcun preavviso, radar e satelliti degli USA sarebbero in grado di calcolare immeditamente la traiettoria del missile, e capire se finirà in mare aperto o su aree territoriali, tra cui quelle del Giappone. In questo caso, missili intercettori potrebbero essere utilizzati per abbattere l'arma nordcoreana.

E mentre i servizi di intelligence cercano di comprendere quanto le minacce di Pyongyang siano davvero serie, la Kcna (Korean Central News Agency) esalta gli eventi sportivi in programma per il 101esimo anniversario della nascita di Kim Il-sung, a capo della Corea del Nord dal 1948 fino sua morte, e nonno di Kim Jong-un. "I tornei sportivi allietano il Paese con una atmosfera di vacanze", spiega paradossalmente la Kcna. Il 15 aprile, data di nascita di Kim Il-sung, si celebrerà il Giorno del Sole, mentre domenica è in programma una maratona internazionale a Pyongyang, con corridori non solo della Corea del Nord ma anche di altri Paesi, tanto che alcune delegazioni sarebbero già arrivate. Eppure, solo ieri la Corea del Nord invitava gli stranieri presenti in Corea del Sud ad abbandonare il Paese per non trovarsi vittime di una guerra termonucleare, mentre oggi scade l'ultimatum dato ai diplomatici stranieri per abbandonare le sedi delle ambasciate a Pyongyang (evacuazione che naturalmente non è stata presa minimamente in considerazione).

In altre parole, quella di Kim Jong-un sembra davvero solo retorica, ad uso soprattutto interno e che punta, principalmente, a trattare sulle sanzioni imposte dall'ONU, che però sembra aver fatto abbastanza impressione al pubblico americano. Un sondaggio condotto dalla CNN rivela, infatti, che mentre i sudcoreani sono convinti che quella di Pyongyang è solo propaganda, il 41% degli statunitensi intervistati si sentono veramente minacciati dalla Corea del Nord.

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