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Corea del Nord invita Russia a lasciare ambasciata. Appello dell'AIPRI

La Corea del Nord sembra voler proseguire la sua strategia propagandistica, che rischia però di incrinare i delicati equilibri con le diplomazie straniere. Oggi Pyongyang avrebbe invitato la Russia ad abbandonare la sua ambasciata in Corea del Nord. L'appello dell'AIPRI per evitare ciò che è già successo nel commovente film del 1959 di Stanley Kramer, "L'ultima spiaggia".

La tensione tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti continua a salire, anche se i più sembrano convinti che quella di Pyongyang sia solo propaganda. Un paio di giorni fa l'esercito della Corea del Nord ha ricevuto il via libero definitivo per effetuare un attacco, atomico, contro gli Stati Uniti. L'agenzia ufficiale di Pyongyang, Kcna, ha infatti diffuso la notizia che l'esercito nordcoreano avvisa gli Stati Uniti che le sue minacce "saranno annientate da mezzi di attacco nucleare più efficaci, piccoli, leggeri e diversificati", aggiungendo: "La spietata operazione delle nostre forze armate rivoluzionarie a questo riguardo ha superato l'esame e la ratifica finale". Nel frattempo, fonti di intelligence statunitensi e sudcoreane avrebbero informato che la Corea del Nord avrebbe posizionato un missile di media gittata sulla sua costa orientale, che si teme possa raggiungere la base USA di Guam. L'agenzia sudcoreana Yonhap parlava di "test imminente o di una esercitazione militare". Oggi, infine, la notizia che il Ministero degli Esteri della Corea del Nord avrebbe chiesto alla Russia di considerare il possibile rimpatrio dei diplomatici della sua ambasciata sita a Pyongyang, poiché la tensione nella Penisola potrebbe nei prossimi giorni continuare ad aumentare. A riferirlo il portavoce della sede diplomatica, Denis Samsonov, citato dall'agenzia di stampa Interfax. Fonti del Ministero degli Esteri della Russia si limitano a precisare che la sicurezza dei russi è la loro priorità. L'invito ad abbandonare le ambasciate sarebbe stato esteso anche alle altre rappresentanze diplomatiche straniere. David Cameron, premier inglese, avrebbe infine avvertito che potenzialmente la Corea del Nord possederebbe la capacità di lanciare un attacco nucleare anche contro la Gran Bretagna.

In realtà, quello che preoccupa maggiormente è il fatto che Kim Jong-un, il giovane leader nordcoreano, possa passare davvero dalla propaganda al lancio di un missile, anche di media gittata, che potrebbe incrinare definitivamente il delicato equilibrio su cui si muovono in queste ultime settimane le diplomazie straniere. Anche per questo, Paolo Scampa, presidente dell'AIPRI (Associazione internazionale per la protezione contro le radiazioni ionizzanti) lancia un accorato appello: "Il regime di Pyongyang, molto utile al business plan della lobby militare industriale, gioca una pericolosa commedia che comporta un serio rischio di escalation che potrebbe far precipitare il mondo in una devastante guerra totale (40 minuti ed è finita per sempre). L'AIPRI invita quindi i governi del mondo alla calma e alla moderazione. La Corea del Nord sa perfettamente che sarà rasa al suolo in un batter d'occhio prima ancora che i suoi missili cadano". Per comprendere appieno la lenta ed inesorabile morte che invaderebbe anche i Paesi non colpiti direttamente da un attacco nucleare, basta vedere (e meditare) il commovente film On the Beach (L'ultima spiaggia) del 1959, diretto da Stanley Kramer ed interpretato da dei bravissimi Gregory Peck, Anthony Perkins, Fred Astaire e Ava Gardner.

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