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Corea del Nord: Cina teme scoppio guerra con USA e si prepara all'esodo

Donald Trump in piena dissonanza cognitiva alza la tensione con la Corea del Nord e poi afferma che sarebbe "onorato" di incontrare Kim Jong-un. Ma oltre a far irritare Pyongyang, gli USA stanno facendo perdere la pazienza anche alla Cina che prenderà "le misure necessarie per difendere" i suoi interessi.

Donald Trump sembra essere affetto da dissonanza cognitiva. Dapprima alza la tensione nella penisola coreana inviando la sua Armada dichiarando (giovedì scorso alla Reuters) che "esiste la possibilità di avviare un grande conflitto contro la Corea del Nord" e poi afferma che sarebbe addirittura "onorato" di incontrare il leader Kim Jong-un.

Nel mentre, però, gli Stati Uniti fanno sorvolare bombardieri strategici supersonici Rockwell B-1 Lancer "sui principali obiettivi della Corea del Nord" come denuncia Pyongyang.

I due bombardieri hanno sorvolato la penisola coreana nel corso di esercitazioni congiunte con la Corea del Sud e il Giappone, ma il comando delle forze aeree americane nel Pacifico assicura che sono "voli di routine".

Ciò non deve però aver convinto Pyongyang che lamenta il fatto che "gli imperialisti americani procedono in modo sconsiderato verso una guerra nucleare nella penisola coreana". L'agenzia di stampa Kcna fa sapere quindi che "l'esercito nordcoreano sta osservando attentamente i movimenti militari degli imperialisti americani, ed è pronto a reagire in ogni modo".

Ma gli statunitensi stanno cominciando a far innervosire anche la Cina, e ciò è sicuramente più pericoloso. Dopo aver protestato più di una volta contro il THAAD installato in Corea del Sud, Pechino ora ne chiede formalmente "la sospensione immediata" visto che gli USA hanno confermato "la piena operatività" dello scudo antimissile americano.

Se ciò non sarà fatto "prenderemo le misure necessarie per difendere i nostri interessi", assicura il portavoce del ministero degli Esteri cinese.

Dopo aver avvertito che "potrebbe riconsiderare la sua promessa di non essere il primo Paese a usare armi nucleari contro Stati non nucleari" quale la Corea del Sud, la Cina ordina quindi "l'urgente" assunzione di interpreti coreano-cinesi nelle città confinanti con la Corea del Nord, preparandosi ad un esodo di rifugiati nel caso gli Stati Uniti decidessori di attaccare Pyongyang.

In un documento pubblicato dal Korea Times si legge infatti che "la città di Dandong assumerà un numero non definito di interpreti coreano-cinesi per lavorare in 10 dipartimenti della città, tra cui quello di sicurezza delle frontiere, della sicurezza pubblica, del commercio, delle dogane e della quarantena".

Nel documento si specifica che tale provvedimento viene adottato per affrontare "una situazione di emergenza" derivante da un "eventuale scontro militare tra Stati Uniti e Corea del Nord" che innescherà inevitabilmente un "esodo enorme" di nordcoreani in fuga in Cina.

Già dal 25 aprile, inoltre, ai funzionari di Dandong sono stati assegnati turni notturni proprio in vista dell'emergenza. Anche se Pechino ha finora negato, precedenti relazioni hanno svelato che la Cina ha schierato 150.000 soldati al confine nordcoreano.

© riproduzione riservata | online: | update: 02/05/2017

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