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Corea del Nord: Caro Leader Kim Jong-il è morto. Giappone in allerta

Kim Jong-il, il "Caro Leader" della Corea del Nord, è morto per un eccesso di "lavoro fisico e mentale", come descrive le cause del decesso il culto della personalità che ruota intorno al dittatore. Alla notizia, la Corea del Sud ha immediatamente convocato il Consiglio di sicurezza nazionale, e il Giappone attiva l'allerta.

Il "Caro Leader" è morto, come annuncia in lacrime una anchor della tv nordcoreana, vestita di scuro, alla televisione nordcoreana. Kim Jong-il sarebbe infatti morto per un attacco di cuore, anche se il decesso viene presentato come un eccesso di "lavoro fisico e mentale", descrizione che probabilmente fa sempre parte di quel culto della personalità che ruota intorno al dittatore della Corea del Nord. Kim Jong-il è deceduto il 17 dicembre mentre viaggiava in treno, anche se la notizia della scomparsa è avvenuta solo domenica. I funerali solenni si terranno invece a Pyongyang il 28 dicembre prossimo, e a guidare il comitato sarà il successore del "Caro Leader", il terzogenito Kim Jong-un. Come riporta l'Ansa, l'agenzia del regime Kcna avrebbe infatti già invitato "tutti i membri del Partito dei lavoratori, i militari e la popolazione a seguire fedelmente l'autorità del compagno Kim Jong-un". Il culto della personalità intorno al dittatore rende misteriosa anche l'età di Kim Jong-il, tanto che molti media sottolineano che il "Caro Leader" è morto all'età di 69 o forse 70 anni. Gli storici occidentali prendono infatti per buona la data di nascita del 16 febbraio 1941, quando Kim Jong-il sarebbe nato in un campo militare vicino a Chabarovsk, in Siberia. Il regime del Corea del Nord ricorda invece come il "Caro Leader" sia nato un anno dopo, il 16 febbraio 1942, sul monte Paektu, la cui nascita sarebbe stata "preannunciata da una rondine e ufficializzata dalla comparsa di un doppio arcobaleno sulla montagna e di una nuova stella nel cielo" (Wikipedia). Kim Jong-il è succeduto nel 1994 al padre, Kim Il Sung, anch'egli morto per un attacco di cuore, anche se ufficialmente il "Caro Leader" non ha mai preso la presidenza della Corea del Nord, che rimarrà eternamente al padre. Come ricorda la CNN che cita Andre Lankov, un autore sulla storia della Corea, Kim Jong-il sarà ricordato nel mondo occidentale "come uno dei peggiori tiranni della storia" e "per l'esistenza di una delle peggiori dittature, non solo della storia coreana, ma della storia del mondo, almeno nei secoli XX e XXI". Andre Lankov spiega infatti che il "Caro Leader", che dalla maggioranza dei nordcoreani sarà ricordato positivamente, anche se "ha creato questa dittatura, essendo stato il padre, ha comunque la responsabilità di averla protratta e continuata fino ai nostri giorni". La morte di Kim Jong-il ha messo immediatamente in allarme la Corea del Sud, che ha immediatamente convocato il National Security Council (Consiglio di sicurezza nazionale), ma anche il Giappone, che ha creato al volo un comitato di crisi per monitorare la situazione tra i due paesi da sempre in continua tensione. Sembra infatti che il premier giapponese Yoshihiko Noda abbia disposto di tenere contatti "serrati" con gli Stati Uniti, la Cina e naturalmente la Corea del Sud, dicendosi pronta a "fronteggiare" ogni possibile scenario.

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