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Consip, capitano Ultimo: linciaggio da media funzionali alle lobby

Pubblicati alcuni stralci degli atti del CSM sul caso Cpl-Concordia e Consip. Il colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio, meglio noto come il capitano Ultimo attacca: "Campagna di linciaggio mediatico da parte di alcuni organi di disinformazione funzionali alle lobby".

"Non ho mai avuto esaltazioni o esagitazioni a seguito delle indagini da me svolte neanche quando abbiamo arrestato Totò Riina, non abbiamo mai esultato, non abbiamo esploso colpi in aria, non abbiamo fatto caroselli per le strade, mai festeggiato, perché la lotta anticrimine appartiene solo al popolo e noi non usiamo il popolo per i nostri fini, o per avere dei voti, lo serviamo e basta" chiarisce il colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio, meglio noto come il capitano Ultimo.

Questa mattina alcuni quotidiani hanno infatti pubblicato degli stralci di atti del Consiglio superiore della magistratura relativi ad una inchiesta giudiziaria in corso alla procura di Modena. Nel luglio scorso il procuratore di Modena Lucia Musti è stata audita dal CSM, riferendo delle frasi dell'ex capitano del Noe dei carabinieri Gianpaolo Scafarto (ora promosso maggiore) e del colonnello Sergio De Caprio.
Il CSM sta cercando di capire se sulla fuga di notizie nelle vicende Cpl-Concordia e Consip ci possa essere stato un ruolo dei magistrati. Entrambe le inchieste erano condotte dai pm Henry John Woodcock e Celeste Carrano.

Musti riferirebbe che ad inizio di settembre 2016, riguardo l'indagine che stava portando avanti sul caso Consip, Scafarto avrebbe detto: "Scoppierà un casino, arriviamo a Renzi". Scafarto è attualmente indagato per falso dalla Procura di Roma accusato di aver inserito in una informativa notizie non vere, tra cui il fatto di aver attribuito la frase "l'ultima volta che ho incontrato Renzi" a l'imprenditore Alfredo Romeo, facendo intendere che parlava del padre dell'ex premier. In realtà, si scoprirà che la frase è stata pronunciata dall'ex parlamentare Italo Bocchino riferendosi proprio a Matteo Renzi.

Il procuratore Musti spiega davanti al CSM di non aver gradito queste anticipazioni sull'indagine, aggiungendo che a parlarle in termini "quasi scandalistici" e in maniera "esagitata" delle inchieste sarebbe stato anche l'ex capitano Ultimo. In questo caso l'indagine era sulla vicenda della Cpl-Concordia e sulle intercettazioni del gennaio 2014 tra il generale della Guardia di finanza Michele Adinolfi e Matteo Renzi, che accennava alle mosse per sostituire Enrico Letta a Palazzo Chigi.
Secondo Musti, De Caprio avrebbe detto rivolgendosi al procuratore: "Lei ha una bomba in mano, se vuole la può fare esplodere".

Il ministro Dario Franceschini afferma: "Stiamo imparando dai giornali che c'è stato un tentativo, con ogni mezzo, di coinvolgere il premier. Una cosa è il dibattito interno o esterno al PD, una cosa lo scontro tra partiti o gli attacchi a Renzi, ma questo è un fatto di una gravità istituzionale enorme, e azioni e parole di chiarezza e solidarietà dovrebbero arrivare da tutti, avversari compresi".

L'ex capitano Ultimo avverte però che è in atto una "campagna di linciaggio mediatico" portata avanti "con insinuazioni e falsità da alcuni organi di disinformazione funzionali alle lobby che da anni cercano di sfruttare il popolo italiano".
Ultimo precisa quindi: "Abbiamo sempre eseguito le indagini che (Musti, ndr) ha richiesto e ordinato, con lealtà, umiltà e nei limiti delle nostre possibilità umane e professionali. - aggiungendo - Non ho mai parlato di Matteo Renzi né con la dottoressa Musti né con altri".

© riproduzione riservata | online: | update: 15/09/2017

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