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Squinzi: economia drammatica, servono decisioni dolorose per la crescita

Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, commenta i dati dell'Istat che confermano come l'Italia sia ufficialmente in deflazione. Per Squinzi "l'Italia vive oggi una 'situazione economica drammatica' " anche perché "un Paese che ha oltre il 40% di disoccupazione giovanile è un Paese che non ha futuro". Per questo, Squinzi invita il governo a prendere "decisioni anche dolorose ma che ci portino verso la crescita".

"Dobbiamo avere una visione, un progetto in questo Paese: una volta per tutte dobbiamo pensare chi vogliamo essere, come vogliamo essere, dobbiamo cominciare a pensare alle prossime generazioni" afferma il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, nel suo intervento al Meeting di Rimini, dopo che l'Istat conferma che l'Italia è ufficialmente in deflazione, come non avveniva da oltre 50 anni. Prima di pensare alle future generazioni, forse il governo dovrebbe però occuparsi (non è mai troppo tardi) di quella "detronizzata" dei 30-40enni. Sarà infatti questa la generazione che dovrà nel prossimo futuro non solo sostenere le pensioni di chi è stato così fortunato a parcepirle (cioè i loro genitori e anche i loro nonni) ma anche gettare le basi di una nuova società, anche attraverso la nascita di figli che ora non possono permettersi (economicamente) di avere e sostenere. Ed infatti, Squinzi sottolinea che "un Paese che ha oltre il 40% di disoccupazione giovanile è un Paese che non ha futuro" e per questo "serve un modello di futuro per il nostro Paese, misure che servano a far tornare alla crescita le imprese, perché senza non si creerà lavoro". Squinzi ribadisce che "l'Italia vive oggi una 'situazione economica drammatica' " e per questo, sostiene il numero uno di Confindustria, sevono "decisioni anche dolorose ma che ci portino verso la crescita. - aggiungendo - Se mi dicono che bisogna fare dei sacrifici sono pronto, ma i nostri sacrifici devono avere una prospettiva, una visione di lungo termine". "Ognuno deve avere il suo ruolo nel segnare la guida del Paese. Confindustria può dare una mano, un contributo forte. Noi siamo pronti - assicura quindi Squinzi - Non ci opporremo in modo corporativo, ma i provvedimenti dovranno andare nella direzione di far crescere le imprese. Spero che il governo ci ascolti, ne tenga conto e recepisca le ragioni".

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