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Confindustria: ripresa "enigmatica". A far scendere PIL la corruzione

Confindustria assicura che "il 2015-2016 si prospetta come 'un biennio di graduale recupero per l'Italia' ", sottolineando però che la ripresa è sempre messa a rischio a causa della corruzione, descritta come "un vero freno per il progresso economico e civile".

Confindustria rimane ottimista e assicura che "il 2015-2016 si prospetta come 'un biennio di graduale recupero per l'Italia' ". E' stato presentato infatti a Roma l'ultimo rapporto "Scenari economici" stilato dal Centro Studi Confindustria, che rivela comunque che il PIL italiano chiuderà il 2014 con un calo dello 0,5%. Confindustria prevede però che il PIL inizierà a "risalire nel 2015 con un +0,5%" e proseguirà "nel 2016 con un +1,1%". Confindustria mette però le mani avanti, precisando che tale previsione di crescita deve essere interpretata "tuttavia 'con cautela', in un 'contesto enigmatico' ". Contro "l'incertezza" che "rimane il maggiore ostacolo" per "cogliere appieno le nuove opportunità", ci sono alcuni "fattori favorevoli emersi nell’ultimo trimestre" quali "il crollo del prezzo del petrolio, l'ulteriore svalutazione del cambio dell'euro, il rafforzamento della crescita del commercio mondiale, il calo dei tassi di interesse che riflette l'impostazione espansiva della politica monetaria e la composizione della politica di bilancio più benefica per la crescita". Il Centro Studi avverte però che il maggior pericolo per l'Italia, e la sua mancata ripresa, risiede nella corruzione descritta come "un vero freno per il progresso economico e civile". Confindustria osserva infatti: "Se con Mani Pulite l'Italia avesse ridotto la corruzione al livello della Francia, il PIL sarebbe stato nel 2014 di quasi 300 miliardi in più (circa 5mila euro a persona)" in questo arco di oltre venti anni.

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