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Confindustria: la crisi economica? Fa gli stessi danni di una guerra

Un milione e mezzo di posti di lavoro in meno nel 2013 e danni economici pari a quelli di una guerra. Sono questi i dati sconvolgenti stilati da Confindustria.

La crisi economica scoppiata in Europa, ma anche negli Stati Uniti, è solo un nuovo modo di combattere una guerra. E' questa l'opinione di diversi analisti di scenario ed economisti e dopo aver ascoltato l'allarme lanciato da Confindustria qualcuno comincia probabilmente a prendere maggiormente in considerazione tale ipotesi.
"L'Italia è nell'abisso" tuona infatti Confindustria, precisando che "i danni economici provocati dalla crisi sono equivalenti a quelli di una guerra".
"L'aumento e il livello dei debiti pubblici sono analoghi, in quasi tutte le democrazie avanzate, a quelli che si sono presentati al termine degli scontri bellici mondiali - specifica Confindustri - Una sorta di guerra c'è stata ed è tuttora in corso , ed è combattuta dentro l'Europa e dentro l'Italia".
I dati escono da centro studi di Confindustria, riassunti dal suo direttore Luca Paolazzi, che evidenzia inoltre come ad essere maggiormente colpite da questa "guerra economica" sono state "le parti più vitali e preziose del sistema Italia" e cioè "l'industria manifatturiera e le giovani generazioni. Quelle da cui dipende il futuro del Paese".
Secondo Confindustria, infatti, il 2013 si chiuderà con un milione e 482mila posti di lavoro in meno dal 2008, prevedendo che disoccupazione salirà al 10,9% a fine 2012 fino a raggiungere il record del 12,4% nel quarto trimestre 2013 (13,5% con la Cig).
Per Confindustria, infine, si allontana l'obiettivo del "pareggio di bilancio", visto che il deficit pubblico nel 2013 sarà a -1,6% del Pil e non di -0,1% come previsto.

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