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Confindustria: l'Italia delude ancora, la ripresa resta anemica

Solo due giorni fa il Censis ricordava come in Italia lavora solo "il 66,9 per cento dei laureati contro una media europea dell'84 per cento". Ieri anche il monito di Confindustria, sottolineando come "l'Italia delude ancora" avvertendo che "la ripresa resta anemica".

Solo due giorni fa il Censis ricordava come in Italia "gli occupati sono il 20,5% rispetto al 34,1% della media europea, il 46,2% della Germania e il 47,6% del Regno Unito", sottolineando poi che la "vera anomalia italiana è rappresentata dai giovani che non mostrano interesse né nello studio, né nel lavoro: in Italia sono l'11,2% rispetto al 3,4% della media europea". Il direttore del Centro Studi Investimenti Sociali, Giuseppe Roma, faceva anche notare come "in Italia lavora il 66,9% dei laureati di 25-34 anni, contro una media europea dell'84%, l'87,1% registrato in Francia, l'88% della Germania, l'88,5% del Regno Unito" e che "al contrario di quello che accade negli altri Paesi europei, il tasso di occupazione tra i laureati italiani di 25-34 anni è più basso di quello dei diplomati della stessa fascia di età (69,5%)". Una delle proposte per ridare speranza (e lavoro) ai giovani italiani era quella di investire "nell'iniziativa imprenditoriale, professionale e autonoma", naturalmente con proposte concrete, come il detassamento per un trienno delle "imprese costituite da almeno un anno da parte di giovani con meno di 29 anni". E come a voler ribadire che in Italia bisogna cambiare davvero marcia, arriva anche la Confindustria che, rendendo nota l'analisi del suo centro studi, afferma senza troppi giri di parole che "l'Italia delude ancora: il Pil ristagna assieme alla produzione industriale" e che gli indicatori dei prossimi mesi "confermano i segnali di stagnazione". Insomma, il giudizio di Confindustria è duro quanto realistico: "La ripresa in Italia resta anemica".

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