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Confindustria conferma stime OCSE: Italia chiude il 2014 in recessione

Il Centro studi di Confindustria conferma le stime dell'OCSE: l'Italia chiuderà il 2014 in recessione, con un PIL che calerà dello 0,4%. Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, ammette: "Dall'economia reale abbiamo segnali molto negativi".

Il Centro studi di Confindustria conferma le stime dell'Ocse: l'Italia chiuderà il 2014 in recessione, con un PIL che calerà dello 0,4%. A differenza dell'Ocse che vede per il 2015 una misera ripresa del PIL pari allo 0,1, Confindustria risulta più ottimista, anche se si poco. Il nuovo rapporto "Scenari Economici" stima infatti per il prossimo anno una crescita dello 0,5%, comunque troppo poco per far risalire l'economia in depressione e deflazione dell'Italia. Confindustria chiede quindi al governo che in sede di legge di stabilità si punti soprattutto su un forte rilancio degli investimenti pubblici e privati e su un taglio del cuneo fiscale. Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, ammette: "Dall'economia reale abbiamo segnali molto negativi". Nonostante questo, Squinzi sembra continuare a dare fiducia a Matteo Renzi, sottolineando: "Bene ha fatto il Governo a porre la questione della flessibilità, ma bisogna fare le riforme. Bene anche lo Sblocca Italia ma . ammette - la portata rischia di essere ridotta rispetto alle aspettative". Il presidente di Confindustria ribadisce: "La ripartenzapuò venire solo dalle imprese le sole in grado di creare lavoro e lottare contro la disoccupazione e il declino socio-economico del nostro Paese".

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