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AIE: nuovo presidente Confindustria provenga dal mondo della cultura

Pochi giorni fa il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha auspicato come successore "un vero imprenditore, un manifatturiero". Federico Motta, presidente dell'Associazione Italiana Editori (AIE), ricorda però che "dalla crisi del Paese si esce solo attraverso la cultura".

Pochi giorni fa il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha auspicato come successore "un vero imprenditore, un manifatturiero, qualcuno che abbia veramente a cuore il benessere del Paese e che sappia con molta chiarezza e certezza che da questa crisi il Paese viene fuori solo con la competitività delle imprese manifatturiere". Ma "dalla crisi del Paese si esce solo attraverso la cultura" sottolinea però Federico Motta, presidente dell'Associazione Italiana Editori (AIE), chiarendo: "Ovviamente il manifatturiero è centrale, ma solo attraverso la cultura anche il manifatturiero diventa innovazione. Diventa futuro. - e ancora - Il manifatturiero è un settore pesante e determinante per il Paese. Ma, al suo interno, è la visione, il punto di vista quello che può oggi fare davvero la differenza".
Motta ricorda infatti che in base ad uno studio presentato proprio pochi giorni fa a Milano dalla Siae e dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (Mibact), a cui anche AIE e altre 18 associazioni hanno partecipato "è emerso che il valore economico diretto dell'industria culturale e creativa nel 2014 è di 40 miliardi di euro e rappresenta il 2,5% del PIL, un gradino al di sotto dei 49 miliardi di euro dell'industria automobilistica e dei 50 miliardi di euro dell'industria chimica".
Ecco perché il presidente dell'Associazione Italiana Editori domanda: "Perché non possiamo avere un presidente di Confindustria che provenga quindi dal nostro mondo? - osservando infine - Noi siamo imprenditori veri, protagonisti di questo mondo economico".

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