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L'Aquila: direttore Confcommercio abbandona protesta ma non rivendicazioni

Dopo alcune ore di protesta, Celso Cioni, direttore di Confcommercio L'Aquila, abbandona la filiale abbruzzese di Bankitalia dove si era barricato ma rimangono in piedi le sue rivendicazioni: misure straordinarie per una assistenza di credito bancario diverse da quelle in vigore nelle altre città.

Dopo una mediazione di alcune ore, i carabinieri hanno convinto Celso Cioni, direttore di Confcommercio L'Aquila, ad uscire dal bagno di una filiale di Bankitalia, dove si era barricato, con tanto di benzina e accendino in mano, per dare voce al "dolore dei piccoli commercianti di questa martoriata città". Celso Cioni aveva iniziato la protesta per chiedere al governo di adottare un provvedimento straordinario a favore dei commercianti de L'Aquila, martoriati due volte dalla crisi economica a causa del disastro provocato dal terremoto del 2009. La richiesta del direttore di Confcommercio L'Aquila è semplice: non soldi ma misure straordinarie per una assistenza di credito bancario diverse da quelle in vigore nelle altre città, necessarie affinché i commercianti del capoluogo abruzzese possano continuare a lavorare e produrre senza l'incubo di dover chiudere e licenziare, a causa della stretta creditizia. Nel messaggio che Cioni ha inviato agli organi di stampa mentre si trovava ancora chiuso nella sede abruzzese di Bankitalia, si legge infatti: "I piccoli commercianti di questa martoriata città che, costretti dal terremoto a lasciare i propri negozi senza ottenere alcun sostegno e facendo debiti, si sono ricollocati alla meglio e sono disperati, con le banche che li tengono quotidianamente sotto pressione. - e ricorda - Molti sono esasperati e ricorrono a medici e psicologi o a psicofarmaci per sostenere questo stato di cose di cui non hanno colpe. Come sapete ci sono casi di suicidi".

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