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Confcommercio: bonus 80 euro non è stata svolta. A rischio crescita del 2015

La Confcommercio sottolinea che il bonus da 80 euro non ha avuto nè "un effetto shock sui consumi" né ha generato "una fiducia diffusa", tanto che Carlo Sangalli avverte: "Se continua così rischiamo di compromettere anche le prospettive di crescita del 2015" Per tutta risposta, Matteo Renzi replica: "Undici milioni di italiani dicono che gli 80 euro sono serviti". Non è chiaro se il premier li abbia interpellati uno ad uno per avere tale certezza matematica.

"Cercando l'effetto bonus (da 80 euro, ndr) a tutti i costi si può rinvenirlo nella crescita tendenziale dei consumi a giugno pari allo 0,4%, corrispondente a un +0,1% sul mese di maggio. Troppo poco rispetto alle attese. Sono segnali positivi ma straordinariamente deboli e insufficienti per affermare che la domanda delle famiglie sia giunta a un incoraggiante punto di svolta" scrive l'Ufficio Studi nell'Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC), sottolineando quindi che "allo stato attuale si conferma il permanere di un quadro economico privo di una precisa direzione di marcia, situazione che dopo un lungo ed eccezionale periodo recessivo non può non preoccupare molto". Anche per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, "il bonus di 80 euro, anche se ha mosso qualcosa non ha raggiunto, per il momento, il duplice obiettivo: avere un effetto shock sui consumi e generare una fiducia diffusa, elemento fondamentale per far ripartire la domanda interna", sottolineando: "Sembra dunque che i primi effetti del bonus, che peraltro ha escluso ingiustamente il popolo delle partite IVA, sia stato ‘bruciato' dall'incertezza del momento e da troppe tasse. E che quindi sia stato percepito dai consumatori come una misura solo redistributiva e non per la crescita, non strutturale ma episodica". Sangalli ammette che il bonus da 80 euro, elargito dal governo Renzi solo ai dipendenti che guadagano fino a 24mila euro, è "una misura che va nella giusta direzione" ma evidenzia anche quanto l'Italia abbia bisogno di qualcosa di più "per ricostituire il reddito delle famiglie, tornato ai livelli di quasi 30 anni fa, e sospingere così la domanda interna che, per consumi e investimenti vale l'80% del PIL". Infine, Sangalli chiarisce che "la fiducia delle famiglie è in calo negli ultimi due mesi". Il presidente di Confcommercio avverte: "Purtroppo il 2014 sarà ancora un anno di transizione e se continua così rischiamo di compromettere anche le prospettive di crescita del 2015", ricordando che "produzione industriale, PIL, fatturato della Gdo in tutti i canali di vendita, inclusi i discount" hanno tutti gli indicatori negativi, senza contare che il progressivo calo dei prezzi "vuol dire rischio deflazione". Invece di commentare i preoccupanti dati dell'economia italiana elaborati da Confcommercio, Matteo Renzi si limita a replicare che invece "undici milioni di italiani dicono che gli 80 euro sono serviti". Non è chiaro se il premier li abbia interpellati uno ad uno per avere tale certezza matematica.

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