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Confcommercio: abusivismo mette a rischio 260mila posti di lavoro

"Dalle nostre stime, quest'anno abusivismo, contraffazione, estorsioni, usura, taccheggio, furti, rapine hanno sottratto al commercio, agli alberghi e ai pubblici esercizi 27 miliardi di euro, mettendo a rischio oltre 260mila posti di lavoro regolari" denuncia il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli intervenendo in occasione della Giornata di mobilitazione nazionale sulla legalità.

"Dalle nostre stime, quest'anno abusivismo, contraffazione, estorsioni, usura, taccheggio, furti, rapine hanno sottratto al commercio, agli alberghi e ai pubblici esercizi 27 miliardi di euro, mettendo a rischio oltre 260mila posti di lavoro regolari" denuncia il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli intervenendo in occasione della Giornata di mobilitazione nazionale sulla legalità organizzata dalla stessa confederazione.
Sangalli continua a sottolineare "il deficit di legalità nel nostro Paese", specificando che "è un fenomeno che minaccia tanti, troppi imprenditori e che spesso trasforma l'attività di impresa in un vero e proprio percorso ad ostacoli, dove qualche volta si è costretti a chiudere. - ricordando - In casi estremi c'è chi ha perso la vita".
"I fenomeni criminali producono evidenti distorsioni alla concorrenza, indeboliscono il tessuto imprenditoriale, minano la competitività, riducono la libertà d'impresa, impediscono lo sviluppo" precisa il presidente di Confcommercio, evidenziando che "legalità e sicurezza sono prerequisiti di una democrazia moderna e, se mancano, non ci può essere né libertà né crescita".
Dall'indagine Confcommercio - GFK Eurisko sui fenomeni criminali emerge anche che "un'impresa su tre dichiara un peggioramento generale dei propri livelli di sicurezza", tanto che per il 57% delle imprese furti, abusivismo e contraffazione sono in crescita, mentre rimane alta (fino al 25%) la percentuale dei comportamenti criminali tipicamente collegabili alla criminalità organizzata come usura, tangenti negli appalti ed estorsioni. Inoltre, un imprenditore su 10 ha ricevuto minacce o intimidazioni. Ed infatti, per il 90% degli imprenditori le leggi che contrastano i fenomi criminali sono inefficaci.

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