le notizie che fanno testo, dal 2010

Confartigianato: assurda burocrazia su certificazione F-gas. UE non la chiede

Confartigianato denuncia come l'Italia abbia recepito in maniera inutilmente restrittiva e complessa le indicazioni di un regolamento europeo del 2006 in materia di trattamento dei gas fluorurati a effetto serra, che costringe circa 150.000 installatori di impianti e autoriparatori ad una trafila lunga e soprattutto costosa per ottenere la certificazione F-gas. Confartigianato spiega al Ministero dell'Ambiente: "L'UE non ci chiede l'assurda e costosa burocrazia che riescono ad elaborare i nostri legislatori e che non serve alle imprese".

"La burocrazia italiana fa nuove ‘vittime’ tra gli imprenditori. Stavolta a rimanere intrappolati nella rete di inutili costi e complicazioni sono circa 150.000 installatori di impianti e autoriparatori" denuncia Confartigianato, che in un comunicato stampa spiega: "Il Dpr 43 del 2012, che disciplina il trattamento dei gas fluorurati a effetto serra, li costringe ad una assurda trafila di adempimenti per poter operare su apparecchiature di uso domestico e industriale contenenti i cosiddetti F-gas (pompe di calore, gruppi frigoriferi, condizionatori d’aria, lavatrici industriali, climatizzatori in abitazioni e su auto)". Confartigianato avverte: "Siamo in presenza di un altro ‘Sistri’, un 'mostro' burocratico inutilmente costoso per gli imprenditori". La confederazione degli artigiani evidenzia infatti: "Ancora una volta il Ministero dell'Ambiente ha recepito in maniera inutilmente restrittiva e complessa le indicazioni di un regolamento europeo del 2006. - aggiungendo - Risultato: un aggravio di oneri e di pastoie burocratiche per le imprese. Per poter lavorare, infatti, gli imprenditori devono iscriversi al Registro nazionale dei gas fluorurati al fine di ottenere il certificato che li abilita ad operare sugli impianti. Certificato che si consegue soltanto presentando un complicato ‘Piano di Qualità’ conforme alla norma tecnica UNI/ISO 10.005, da rinnovare ogni anno. Inoltre, gli imprenditori devono presentare, ogni anno, al Ministero dell'Ambiente una dichiarazione con informazioni sulle emissioni in atmosfera di gas fluorurati relativi all’anno precedente".

Confartigianato segnala inoltre che "l'obbligo imposto in Italia di presentare il Piano Qualità è un caso unico nell’Unione europea. - rilebando - Agli imprenditori la certificazione, rilasciata da appositi Organismi di certificazione, costa dai 2000 ai 3000 euro e ogni anno deve essere rinnovata con un altro onere che oscilla tra 500 e 800 euro. Costi e complicazioni che scoraggiano l’iscrizione al Registro nazionale gas serra: ad oggi sono certificate il 66% delle persone e il 29% delle imprese". Confartigianato contesta quindi "al Ministero dell’Ambiente l'inutile e costosa complessità degli adempimenti" da cui, prosegue la nota, "è arrivata la minaccia di controlli e pesanti sanzioni agli operatori che, pur essendosi iscritti al Registro, non hanno concluso l’iter di certificazione", sollecitando lo stesso Ministero e Accredia (l’ente italiano di accreditamento degli organismi di certificazione) ad apportare modifiche "per snellire gli adempimenti e tagliare i costi a carico delle aziende". Confartigianato specifica anche che "l'occasione per correggere quanto imposto finora è offerta dal nuovo regolamento europeo n.517/2014 sui gas fluorurati a effetto serra, in vigore dal 1 gennaio, che ancora una volta ribadisce l’inutilità delle certificazioni aggiuntive previste in Italia". La nota si chiude sottolineando: "Si tratta di riscrivere norme ‘a misura d’Europa’, perché, una volta tanto, l'UE non ci chiede l’assurda e costosa burocrazia che riescono ad elaborare i nostri legislatori e che non serve alle imprese, non garantisce migliori interventi, non riduce le emissioni di F-gas. Ma pare serva soltanto a ‘fare cassa’ sulle spalle degli imprenditori".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: