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Colosseo come Tour Eiffel: assemblea legittima. Attacco strumentale a lavoratori e sindacati

L'apertura ritardata (e non la chiusura) di Colosseo, Foro Romano e Palatino, Terme di Diocleziano e Ostia Antica ha sollevato un "attacco strumentale ai diritti dei lavoratori" come denunciano CGIL, CISL e UIL, ricordando al governo che l'assemblea era legittima e convocata per denunciare la "gravissima situazione dei dipendenti della Soprintendenza archeologica". Franceschi e Renzi paventano quindi "non si sa bene quali misure sui servizi essenziali" ma i sindacati ricordano: "Si sta mettendo in discussione i diritti costituzionali".

"Stiamo diventando uno strano paese, ogni volta che c'è un'assemblea sindacale si dice che non si può fare, che è diventata una cosa che non è possibile. Capisco che si debba fare attenzione ai periodi di particolare presenza turistica, ma allora si dica chiaramente che i lavoratori non possono più avere strumenti di democrazia". E' così che Susanna Camusso, segretario della CGIL, commenta il polverone politico sollevato dopo l'assemblea sindacale che ha ritardato l'apertura a Roma di Colosseo, Foro Romano e Palatino, Terme di Diocleziano e Ostia Antica. A causa delle file di turisti che si sono create, il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini annuncia che "la misura è colma", ed annuncia che in CdM proporrà al premier di inserire i musei e i luoghi della cultura nei servizi pubblici essenziali. L'idea di Franceschini è condivisa anche dal Garante degli scioperi che sostiene: "La chiusura ai visitatori dei principali siti archeologici di Roma, porta, ancora una volta, alla ribalta l'urgenza di ricomprendere la fruizione dei beni culturali tra i servizi pubblici essenziali". Roberto Alesse prosegue: "Proprio ieri è iniziata in Senato la discussione dei disegni di legge di modifica alla legge sul diritto di sciopero, sollecitata dallo stesso Governo, ed è mio auspicio che, in quella sede, si ragioni con rigore e serietà anche di questo tema. - concludendo - Lasciare la fruizione del nostro patrimonio culturale fuori dai servizi pubblici vuol dire continuare a dare una pessima immagine del Paese ai cittadini e ai milioni di turisti che quotidianamente scelgono di vistare le nostre Città". Non è mancato il solito tweet di Matteo Renzi, presente soprattutto quando c'è da attaccare i sindacati o elogiare i presunti successi del governo. Su Twitter Renzi infatti annuncia: "Non lasceremo la cultura ostaggio di quei sindacalisti contro l'Italia. Oggi decreto legge". La Camusso ricorda però all'esecutivo che un decreto che trasformi i monumenti e i luoghi di cultura in servizi essenziali non "cancella la possibilità di fare scioperi o assemblee".

Per Franceschini e Renzi, però, il fatto che i lavoratori non ricevano parte dello stipendio non sembra creare uguale scandalo. Le Rsu dei lavoratori hanno infatti convocato l'assemblea, regolarmente chiamata, non per alzarsi dal letto un'ora più tardi ma per discutere e denunciare la "gravissima situazione dei dipendenti della Soprintendenza archeologica dovuta al mancato pagamento delle indennità di turnazione e delle prestazioni per le aperture straordinarie e la mancata apertura di una trattativa per il rinnovo del contratto". CGIL, CISL e UIL precisano quindi che "la vertenza sui beni culturali potrebbe portare ad uno sciopero nazionale e le dichiarazioni odierne del ministro Franceschini certo non aiutano" annunciando che i sindacati hanno già "avviato le procedure previste dalle legge". Tra i problemi i sindacati annoverano "il salario accessorio che non viene versato da nove mesi, la riforma del ministero sulla riorganizzazione delle sovrintendenze che ha generato il caos, il personale insufficiente a garantire la funzionalità dei vari istituti e la non chiarezza delle competenze" spiega infatti la UIL. Ed infatti, non solo a Roma ma anche a Firenze in alcuni luoghi d'arte è stata ritardata l'apertura, tra cui i musei di Palazzo Pitti. In una nota congiunta CGIL FP, CISL FP e UILPA denunciano quindi "l'attacco strumentale ai diritti dei lavoratori" ricordando non solo che l'assemblea era "perfettamente legittima" ma che "iniziative analoghe avvengono in tutti i paesi d'Europa, citiamo il caso dei lavoratori della National Gallery di Londra, in mobilitazione da diversi mesi contro la privatizzazione dei servizi, o i lavoratori della Tour Eiffel a Parigi, che l'anno scorso hanno chiuso per ben tre giorni il monumento più visitato di Francia senza che a nessuno degli esponenti politici o dei media di questi paesi sia venuto in mente di mettere in discussione i diritti fondamentali dei lavoratori".

"In Italia no, - osservano invece i sindacati - l'espressione legittima e democratica di un diritto sancito dallo Costituzione viene messo pesantemente in discussione con dichiarazioni dello stesso Ministro Franceschini, che oggi paventa non si sa bene quali misure sui servizi essenziali, e dalla stesso Presidente della Commissione di Garanzia sugli scioperi il quale del tutto impropriamente interviene sulla questione a dispetto del ruolo di garanzia che dovrebbe esercitare". Infine, viene ricordato a Dario Franceschini che "la tutela del nostro patrimonio culturale rientra già nella normativa sui servizi essenziali, stabilendo il limite tra l'esercizio di un diritto fondamentale dei lavoratori e le esigenze dei cittadini. Nel caso di assemblea dei lavoratori peraltro la stessa normativa contrattuale prevede la formazione di presidi a tutela della integrità dei siti. - chiarendo - Andare oltre questo limite significa mettere in discussione i diritti costituzionali e questo il Ministro dovrebbe saperlo".

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